Fauna endemica australiana, un patrimonio unico.

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L’Australia è un continente estremamente affascinante da un punto di vista faunistico e naturalistico, grazie alle sue caratteristiche storiche, geografiche e climatiche che hanno favorito la formazione di un gran numero di specie endemiche, suscitando l’interesse di turisti e studiosi di tutto il mondo. D’altro canto però, la colonizzazione europea e le attività umane hanno messo in forte difficoltà fauna e flora native, che costituiscono un patrimonio unico nel suo genere.

L’Australia, un continente isolato

L’Australia è uno dei luoghi con il maggior numero di specie endemiche: si stima che l’87% dei mammiferi, il 45% degli uccelli, il 93% dei rettili, il 94% degli anfibi, il 24% dei pesci e l’86% delle piante siano presenti esclusivamente in questo territorio.

Non a caso, l’Australia rientra nella lista di 17 Paesi megadiversi stilata dal Centro di Monitoraggio per la Conservazione della Natura (WCMC), un’agenzia delle Nazioni Unite. Questo elenco comprende i paesi con la più alta biodiversità, valutata anche in base al numero di specie endemiche. Ma per quale ragione l’Australia ha un tasso di endemismo così elevato rispetto ad altri luoghi?

I motivi sono da ricercare nella sua complessa storia geologica, che ne ha determinato un lunghissimo isolamento. Circa 40 milioni di anni fa, l’Australia si separò dal supercontinente Gondwana, che comprendeva Africa, Sud America, India, Madagascar e Nuova Zelanda. Mentre gli altri continenti rimasero interconnessi favorendo lo scambio di fauna e flora, l’Australia si trovò in una posizione del tutto isolata.

Questo isolamento ha fatto sì che le specie australiane si sviluppassero per molto tempo in modo indipendente, trovando soluzioni evolutive diverse rispetto al resto del mondo.

L’evoluzione dei mammiferi in Australia è particolarmente interessante: la funzione ecologica altrove svolta da mammiferi placentati è qui stata sostituita dai marsupiali, come i canguri e i koala. Inoltre, l’Australia ospita due delle cinque specie esistenti di monotremi, cioè mammiferi ovipari come l’ornitorinco e l’echidna.

Il dingo (Canis lupus dingo), canide rinselvatichito diventato una delle icone dell’Australia, sarebbe giunto sul continente circa 6 mila anni fa.

Esemplare di dingo (canis lupus dingo)
Esemplare di dingo (Canis lupus dingo)

L’impatto della colonizzazione europea

La colonizzazione dell’Australia, avvenuta a partire dal 1788, ha avuto importanti conseguenze sulle popolazioni e sulla fauna locale. La caccia indiscriminata, la distruzione degli habitat naturali e la deforestazione hanno portato all’estinzione di numerose specie. Una delle più famose è il tilacino (Thylacinus cynocephalus), marsupiale noto anche come tigre della Tasmania a causa delle strisce nere che caratterizzavano la parte posteriore del dorso. Un tempo presente in Nuova Guinea e sul continente Australiano, ha trovato rifugio nell’isola della Tasmania, ma si è estinto nel 1936 a causa della caccia.

Un’ulteriore minaccia portata dalla colonizzazione è stata l’introduzione di specie invasive, come il rospo delle canne (Rhinella marina), introdotto nel 1935 per essere utilizzato come antiparassitario nelle piantagioni di canna da zucchero.  Non avendo predatori nell’ecosistema australiano, la sua popolazione è aumentata esponenzialmente, con gravi danni per la fauna nativa. L’introduzione di predatori non autoctoni come gatti, volpi e ratti ha avuto un impatto devastante sulle popolazioni di piccoli marsupiali e uccelli.

Gli animali più affascinanti dell’Australia

L’Australia è rinomata per la sua fauna affascinante e spesso bizzarra. Oltre agli iconici koala e canguri, esistono molte specie endemiche meno conosciute ma altrettanto affascinanti. Di seguito ne ricordiamo qualcuna:

  • L’ornitorinco (Ornithorhynchus anatinus), curioso mammifero dal becco d’anatra, zampe palmate e coda simile a quella di un castoro. Fa parte dell’ordine dei monotremi, gli unici mammiferi che depongono uova.
  • L’echidna istrice o echidna dal becco corto (Tachyglossus aculeatus), dall’aspetto simile a un riccio, è endemica di Tasmania, Australia e Nuova Guinea. Come l’ornitorinco, è uno dei rari mammiferi ovipari.
Echidna dal becco corto (Tachyglossus-aculeatus)
Echidna dal becco corto (Tachyglossus aculeatus)
  • Il diavolo della Tasmania (Sarcophilus harrisii), marsupiale che vive quasi solo nella regione da cui prende il nome, è il mammifero dal morso più potente in rapporto alle dimensioni.
  • Il diavolo spinoso (Moloch horridus), piccolo rettile lungo fino a 20 cm che vive nei deserti dell’Australia ed ha il corpo interamente ricoperto di spine, usate per difendersi dai predatori ma anche per trattenere l’acqua. Nonostante l’aspetto minaccioso, si tratta di una lucertola del tutto innocua.
  • Il quokka (Setonix brachyurus), piccolo marsupiale dal pelo grigio-marrone che vive in una ristretta area del sud-ovest dell’Australia. A causa del suo muso che sembra avere un’espressione sempre sorridente, è spesso definito l’animale più felice del mondo.
  • Il numbat (Myrmecobius fasciatus ), noto anche come formichiere fasciato, è un piccolo marsupiale che si nutre di termiti considerato in pericolo dall’IUCN.
  • Il kookaburra sghignazzante (Dacelo novaeguineae), uccello dal corpo di colore biancastro, coda rosso-arancione e ali con macchie azzurre. Il suo richiamo ha un suono molto particolare, in quanto ricorda la risata umana.
Esemplare di kookaburra sghignazzante (Dacelo novaeguineae)
Esemplare di kookaburra sghignazzante (Dacelo novaeguineae)

 Un patrimonio da proteggere

L’Australia sta affrontando sfide ambientali sempre più gravi, tra cui l’urbanizzazione, la deforestazione, gli incendi e il cambiamento climatico che stanno accelerando la perdita di biodiversità. Dalla colonizzazione europea, abbiamo assistito a un centinaio di estinzioni. Purtroppo, l’unicità di questo patrimonio e la necessità di preservarlo non è ancora del tutto compresa, come dimostra l’insufficienza delle risorse dedicate a progetti di conservazione. Un importante passo avanti si è svolto con l’entrata in vigore nel 2000 dell’Environment Protection and Biodiversity Conservation Act 1999 , legge che punta a tutelare l’ambiente e le specie minacciate.

Nel 2022 il rapporto quinquennale sullo Stato dell’Ambiente ha evidenziato gravi perdite per la fauna e la flora native. Lo studio, che ha coinvolto un gruppo di 32 esperti, ha rivelato che in Australia si sono estinti più mammiferi rispetto a tutti gli altri continenti. Di fronte a questi dati allarmanti, il governo federale ha risposto con un piano noto come Threatened species action plan , che mira a fermare l’estinzione di 110 animali minacciati e a proteggere 20 aree naturali. L’ambizioso obiettivo è azzerare le estinzioni entro un decennio.

Conclusione

Le specie endemiche australiane rappresentano una grande ricchezza per l’Australia e per il mondo. Molte di esse sono essenziali per comprendere la storia dell’evoluzione e la biodiversità del Pianeta. Tutelarle, in un contesto particolarmente fragile che ha già conosciuto numerose estinzioni, significa salvaguardare un patrimonio unico e irripetibile per le generazioni future.

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Alessandra Vitali

Laureata in Editoria, culture della comunicazione e della moda. Ho una passione per la lettura, la scrittura e il mondo della comunicazione. Amo l'arte e nel tempo libero mi piace dedicarmi al disegno. Ho un interesse per i temi riguardanti la sostenibilità sociale e ambientale.

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