Fotografia: Aurora Boreale tra scienza e mito

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Danzando nei cieli polari in onde di verde, rosa e viola, l’aurora boreale affascina l’umanità da millenni. Questo fenomeno luminoso, non è solo una meraviglia naturale, ma anche un potente simbolo intrecciato nei miti e nelle credenze spirituali di molte culture del nord.

Dal punto di vista scientifico, l’aurora boreale ha origine nel sole. Le tempeste solari rilasciano particelle cariche che viaggiano per milioni di chilometri nello spazio. Quando queste particelle raggiungono la Terra, collidono con atomi nella parte alta dell’atmosfera, principalmente ossigeno e azoto. Queste collisioni emettono luce, creando i veli luminosi che si muovono nel cielo. I colori dipendono dai gas che compongono l’atmosfera, l’altezza alla quale si sviluppano e l’energia posseduta dalle particelle del vento solare.

L’ossigeno produce il verde e il rosso, mentre l’azoto dà vita a sfumature blu e viola.

Al di sotto dei 120 chilometri dal suolo, l’aurora assumerà un colore blu o viola; tra i 120 e i 180 chilometri avrà un colore verde scuro; al di sopra dei 180 chilometri si avrà un colore rosso intenso.

Cio’ che ancora non ha una risposta è l’origine delle diverse forme in cui le aurore appaiono.

Ma molto prima che la scienza potesse spiegare l’aurora, i popoli del nord cercavano un significato in queste apparizioni celesti. Nel folklore Sámi della Lapponia si racconta che l’aurora fosse causata da una creatura magica: la volpe di fuoco (revontulet). Secondo la leggenda, questa volpe correva così veloce tra le colline artiche che la sua coda sfiorava la neve, facendo volare scintille nel cielo notturno. Quelle scintille diventavano l’aurora.

In Groenlandia, i miti Inuit parlavano di bambini che giocavano nel cielo con un teschio di tricheco, mentre nelle leggende dei Cree canadesi, l’aurora era vista come gli spiriti danzanti dei defunti che festeggiavano nel cielo.

Dagli antichi è stata chiamata in molti modi, come ad esempio “Luci del Nord”, ma fu l’astronomo Galileo Galilei a coniare il nome “Aurora Borealis” per descriverla, unendo “Aurora”, la dea romana dell’alba, e “Borea”, il dio greco del vento del nord.

Con un fascino intatto nel tempo, l’aurora boreale esiste in un punto d’incontro raro, dove la scienza si fonde con lo stupore, e la natura si fa mito. Pur potendo spiegare il come, l’aurora accendere il senso del sacro nel cielo sopra di noi.

© Federica Cerruti | Sito Web | Instagram

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Federica Cerruti

Nata ai piedi del Monviso e trasferita a Parigi per professione, porto con me un legame profondo e indissolubile con la natura. La mia fotografia è guidata da una profonda passione per la natura in tutte le sue forme e per l’etologia. Con ogni scatto, cerco di esplorare la meraviglia e la purezza del mondo naturale, che esiste al di là del bene e del male, e di catturarne l’essenza. Parallelamente alla mia ricerca artistica, sono attivamente coinvolta in progetti di conservazione della fauna, utilizzando la fotografia come strumento di sensibilizzazione per la tutela degli ecosistemi e delle specie a rischio.

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