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I meteotsunami sono fenomeni marini ancora poco conosciuti, ma potenzialmente pericolosi, simili agli tsunami tradizionali, ma con origini diverse. Mentre gli tsunami sono causati principalmente da terremoti o eruzioni vulcaniche, i meteotsunami nascono da rapidi movimenti atmosferici, come forti variazioni di pressione o tempeste intense. Queste onde possono raggiungere altezze significative e propagarsi su vaste aree marine, mettendo a rischio le zone costiere.
Come si formano i meteotsunami?
Il principale meccanismo alla base dei meteotsunami è la risonanza di Proudman. Questo fenomeno si verifica quando la velocità di un disturbo atmosferico, come una tempesta o un fronte, coincide con la velocità delle onde oceaniche libere (onde che si propagano senza influenze esterne significative). In acque poco profonde, questa coincidenza può amplificare le onde, trasformandole in onde più alte e potenzialmente distruttive quando raggiungono la costa. Immaginate di remare su una barca sincronizzando ogni vostro movimento con l’arrivo delle onde: ogni remata aumenterebbe gradualmente l’altezza delle onde, rendendole sempre più grandi.
Classificazione dei meteotsunami
I meteotsunami possono essere suddivisi in base ai sistemi meteorologici che li generano. La maggior parte dei meteotsunami è legata a condizioni meteorologiche avverse, come cicloni, passaggi di fronti e sistemi convettivi. Tuttavia, una parte significativa può anche essere causata da condizioni meteorologiche più tranquille, come onde gravitazionali atmosferiche ad alta quota.
Climatologia dei meteotsunami
La climatologia dei meteotsunami varia a seconda delle diverse regioni del mondo e delle stagioni. Ecco alcuni esempi:
- Mediterraneo: In estate, le onde gravitazionali atmosferiche e i disturbi associati a specifici sistemi meteorologici contribuiscono significativamente alla formazione dei meteotsunami.
- Europa del Nord: L’inverno è la stagione principale per i meteotsunami, spesso causati da cicloni intensi.
- Golfo del Messico: Sia i cicloni tropicali estivi che i cicloni extra-tropicali invernali sono responsabili di eventi significativi di meteotsunami.
- Asia-Pacifico: Regioni come la Baia di Longkou e la Penisola di Kyushu in Giappone mostrano una forte stagionalità, con maggiori eventi durante l’estate e la primavera.

Eventi storici
Con la crescita rapida della popolazione costiera negli ultimi decenni, i livelli estremi del mare diventano una minaccia crescente per le comunità costiere, con impatti diretti previsti per 630 milioni di persone entro il 2100. Tra i numerosi pericoli che colpiscono le regioni costiere, ci sono uragani, tifoni, mareggiate, tsunami e meteotsunami. Alcuni di questi eventi influenzano vaste aree e causano danni per miliardi di dollari, mentre altri sono più localizzati, come i meteotsunami.
I meteotsunami hanno storicamente colpito specifiche coste, porti e baie, causando onde di diverse altezze e correnti pericolose. Alcuni eventi catastrofici includono:
- Great Lakes, USA, 1954: Morte 7 persone a Chicago.
- Vela Luka, Croazia, 1978: Danni per 7 milioni di dollari.
- Baia di Nagasaki, Giappone, 1979: Morte 3 persone e inondazioni.
- Ciutadella, Isole Baleari, Spagna, 1984 e 2006: Affondamento di decine di yacht e barche, danni per decine di milioni di euro.
- Daytona Beach, Florida, USA, 1992: Almeno 75 feriti e danni a diverse decine di veicoli.
- Mostaganem, Algeria, 2007: Morte di 12 persone.
- Persian Gulf, Iran: Morte di 5 persone e 22 feriti.
A causa della loro distruttività, i meteotsunami hanno ricevuto nomi locali specifici come “abiki” e “yota” in Giappone, “rissaga” o “resaca” in Spagna, “šćiga” o “štiga” in Croazia, “marrubbio” o “marrobbio” in Sicilia, “milghuba” a Malta e “Seebär” nei paesi baltici.
Il Caso dell’Adriatico
L’Adriatico orientale è particolarmente vulnerabile ai meteotsunami a causa della sua complessa topografia costiera. Numerose baie e porti a forma di imbuto con alti fattori di amplificazione favoriscono la formazione di onde elevate. Le condizioni necessarie per la formazione di un meteotsunami distruttivo includono:
- Topografia Complessa: Baie e porti che amplificano le onde.
- Disturbi Atmosferici a Piccola Scala: Generati principalmente durante l’estate.
- Propagazione del Disturbo: Verso l’ingresso delle baie o dei porti.
- Risonanza Esterna: Tra il disturbo atmosferico e le onde oceaniche.
- Risonanza Interna: Tra le onde oceaniche e le caratteristiche delle baie o dei porti.
Questi fattori spiegano perché numerosi eventi severi di meteotsunami sono stati osservati negli ultimi decenni lungo la costa adriatica orientale.

Sviluppi nella comprensione dei meteotsunami
La scienza dei meteotsunami si è evoluta negli ultimi decenni, passando dalla documentazione di eventi specifici a valutazioni regionali e globali basate su dati di livello del mare ad alta risoluzione e dati ausiliari. Le prime indagini sono state condotte localmente, osservando le baie e i porti più colpiti. Negli anni ’70 e ’80, lo sviluppo di strumenti di misura ha potenziato gli studi in località come le Isole Baleari, il Mare Adriatico e il Giappone.
Con l’aumento della potenza di calcolo negli anni ’80, sono stati sviluppati anche modelli numerici semplici per riprodurre i meteotsunami. Sebbene il termine “tsunami meteorologico” non sia stato ampiamente adottato dalla comunità scientifica, è stato promosso negli anni ’90 dai ricercatori Rabinovich e Monserrat, diventando infine riconosciuto dopo una revisione nel 2006.
Negli ultimi due decenni, specialmente dopo lo tsunami del 2004 in Sumatra, la ricerca sui meteotsunami ha visto un’espansione globale grazie all’installazione di strumenti digitali ad alta risoluzione negli oceani mondiali. Questo ha permesso di esaminare i meteotsunami su scale regionali e globali, rivelando che possono verificarsi come conseguenza di catene di eventi, suggerendo la possibilità di prevederli.
Sono stati fatti tentativi significativi per creare sistemi di allerta precoce, come il Balearic RIssaga Forecasting System (BRIFS) nelle Isole Baleari e il Croatian Meteotsunami Early Warning System (CMeEWS) nel Mare Adriatico.
Conferenze e collaborazioni internazionali
Per documentare gli eventi di meteotsunami a livello globale, sviluppare sistemi di allerta e riconoscere l’importanza della scienza dei meteotsunami, è stata organizzata la First World Conference on Meteotsunamis a Split, Croazia, nel maggio 2019. La conferenza ha attirato 60 scienziati da 18 paesi, coprendo tutti gli aspetti della scienza dei meteotsunami, dalla modellazione atmosferico-oceanica agli studi osservativi e allo sviluppo di sistemi di allerta precoce.
L’accordo finale della conferenza è stato la pubblicazione di un numero speciale di Natural Hazards dedicato ai meteotsunami, evidenziando i progressi globali nella ricerca su questo fenomeno. Recenti studi dimostrano che il tasso di meteotsunami è aumentato negli ultimi anni, sottolineando la necessità di ulteriori ricerche e collaborazioni internazionali.
Impatti e Prevenzione
I meteotsunami, sebbene meno noti rispetto ai tsunami sismici, rappresentano un rischio significativo per le regioni costiere. Onde di altezza fino a 6 metri possono causare danni considerevoli alle infrastrutture, inondazioni e mettere in pericolo vite umane. Per ridurre i rischi associati ai meteotsunami, è fondamentale:
- Sviluppare Sistemi di Allerta Precoce: Monitorare le condizioni meteorologiche e oceaniche per prevedere possibili eventi.
- Progettare Infrastrutture Resilienti: Costruire edifici e strutture costiere in grado di resistere agli impatti delle onde.
- Educare le Comunità Costiere: Informare la popolazione sui rischi e sulle misure di sicurezza da adottare in caso di meteotsunami.
Conclusione
I meteotsunami rappresentano una minaccia reale e crescente per le comunità costiere, soprattutto in regioni con una topografia complessa come l’Adriatico orientale. La loro formazione è strettamente legata a disturbi atmosferici e alla resonanza tra onde atmosferiche e oceaniche. Nonostante la loro potenza, i meteotsunami sono meno studiati rispetto ai tsunami sismici, rendendo essenziale una maggiore ricerca e comprensione di questi fenomeni. Investire nella ricerca scientifica e nello sviluppo di sistemi di previsione può aiutare a mitigare i rischi associati ai meteotsunami, proteggendo vite umane e infrastrutture costiere.



