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Le normative poste a tutela delle aree soprammenzionate sono molteplici; tuttavia, nel corso del periodo estivo, si è assistito a diversi casi in cui i cittadini hanno letteralmente “occupato“, a fini turistici, le spiagge meravigliose di questi luoghi, che dovrebbero restare incontaminati.
In questo articolo verranno analizzati alcuni episodi, accaduti proprio questa estate, in cui persone con desiderio di divertimento hanno organizzato feste private in aree marine protette, restando del tutto indifferenti rispetto all’importanza della conservazione di queste zone.
Quasi ad immaginare, egoisticamente, che tutto sia di proprietà dell’uomo, e che questi possa disporre a proprio piacimento di tutto ciò su cui posa lo sguardo.
I party “esclusivi”: un privilegio solo per ricchi
E’ accaduto lo scorso luglio, nella splendida Sicilia. Una festa tra Vip, organizzata in occasione del compleanno di due “brillanti” medici, nella riserva protetta dell’Isola delle Femmine, nel Palermitano. La festa è stata interrotta dall’intervento della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto che, grazie a diverse segnalazioni, sono riusciti a ripristinare l’ordine.
Una volta aperta l’inchiesta dalla Procura, la versione fornita sarebbe stata diversa: apparentemente, non si trattava di una semplice festa in barca, bensì di un tentativo di effettuare un video clip sull’Isola a fini promozionali “Con autorizzazione rilasciata dalla proprietaria dell’Isola, la Marchesa Paola Pilo Bacci“.
Tuttavia, per il Centro di Recupero Fauna Selvatica LIPU, si è ugualmente trattato di una violazione, lasciando aperto l’interrogativo “Come è possibile che un gruppo di persone sia riuscita ad ottenere permessi/approvazioni per occupare un luogo adibito a scopi importantissimi, quali la gestione e la tutela della fauna, nonostante le stringenti normative?
Ancora, ci spostiamo dalla Sicilia alla bellissima Sardegna, dove un altro episodio di abusività a discapito di zone particolarmente tutelate da divieti e restrizioni ha reso alcuni cittadini bersagli di critiche molto dure.
Personaggi ricchi, convinti di avere il mondo in mano, di essere i padroni di tutto. Così spregiudicati e avari da non accontentarsi della “semplice” festa in spiaggia. Perché non organizzare un party anticonformista, in un luogo soggetto a di divieto di balneazione?
E’ quanto avvenuto a Porto Concato, Palau.

La spiaggia libera di Talmone era stata individuata quale location per la festa privata di un facoltoso imprenditore Americano. Nonostante vi fosse un’ordinanza che vietava l’accesso in spiaggia con sdraio e/o ombrelloni, gli organizzatori avevano ben pensato di allestire gazebo, barbecue, tavoli, sedie, casse acustiche, e una rete per intrattenere gli ospiti giocando a pallavolo.
Anche in questo caso, fortunatamente, l’intervento tempestivo della Guardia Costiera ha fermato tutto prima ancora che il party iniziasse. Sicuramente una fortuna, in entrambe le circostanze, la rapidità di intervento delle autorità. Tuttavia, resta da chiedersi se questi individui saranno effettivamente puniti.
Quanta consapevolezza c’è sul rischio di danneggiare un habitat particolarmente tutelato?
Cosa sono le aree marine protette
Secondo quanto riportato sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, le aree marine protette sono “costituite da ambienti marini, acque, fondali e tratti di costa prospicienti, che presentano un rilevante interesse per le caratteristiche naturali, geomorfologiche, fisiche, biochimiche, con particolare riguardo alla flora e alla fauna marine e costiere, nonché per l’importanza scientifica, ecologica, culturale, educativa ed economica che rivestono“.

Le aree marine protette sono suddivise in tre zone, denominate A, B e C:
- Nella zona A (contrassegnata in cartografia con colore rosso) sono vietate tutte le attività che possono arrecare danno all’ambiente marino. In questa tipologia di zone sono consentite esclusivamente le attività di ricerca scientifica e le attività di servizio.
- Nella zona B (contrassegnata in cartografia con colore giallo) sono consentite e regolamentate una serie di attività a bassissimo impatto sull’ambiente.
- Infine, nella zona C (contrassegnata in cartografia con colore azzurro) sono consentite e regolamentate attività di uso sostenibile del mare; attività, comunque, che abbiano un impatto modesto sull’ambiente.
Il sistema sanzionatorio
Secondo l’art. 19, comma 3, della Legge n. 394 del 1991, nelle aree marine protette sono vietate:
- La cattura, la raccolta e il danneggiamento delle specie animali e vegetali nonché l’asportazione di minerali e reperti archeologici;
- L’alterazione dell’ambiente geofisico e delle caratteristiche chimiche e idrogeologiche delle acque;
- Lo svolgimento di attività pubblicitarie;
- L’introduzione di armi, esplosivi e ogni altro mezzo distruttivo e di cattura;
- La navigazione a motore;
- Ogni forma di discarica di rifiuti solidi e liquidi.
Qualora si accerti che il trasgressore sia a conoscenza delle restrizioni apposte per le aree interessate e violi comunque le disposizioni, è possibile punirlo con l’arresto fino a sei mesi o con un’ammenda fino ad euro 13.000.
Inoltre, qualora si ravvisino violazioni idonee a costituire fattispecie di reato quali, ad esempio, la “Distruzione o deturpamento di bellezze naturali”, ex art. 734 del Codice Penale, può essere disposto (dal Giudice, Guardia Costiera o dagli addetti di sorveglianza dell’area protetta in casi specifici) il sequestro di quanto utilizzato per commettere gli illeciti relativi.
L’autore del reato è tenuto a provvedere al ripristino dell’area danneggiata e, comunque, a risarcire il danno.
Conclusione
E’ sempre fulcro di delusione e rabbia venire a conoscenza di notizie riguardanti lo sfruttamento abusivo di zone marine destinate a specifici ed importanti scopi, quali la conservazione e la gestione della flora e della fauna in loco.
Tuttavia, avere contezza della superficialità di alcuni individui, esibizionisti senza scrupoli, che si rendono artisti di veri e propri atti di distruzione paesaggistica, grazie al loro denaro, perché con il denaro si compra tutto, ci consente di fare un’importantissima riflessione: quanto si è disposti a rischiare, a rendersi responsabili di gesti ignobili, pur di apparire facoltosi, ricchi e ribelli?
A ciascuno la propria, intima, soluzione. A rammento di quanto sopra riportato, si lascia, qui, una breve citazione di Lucio Anneo Seneca: – “L’animo avido non è saziato da nessun guadagno“.


