Tra i più importanti e minacciati impollinatori, gli insetti appartenenti al genere Bombus sembrano essere particolarmente sensibili all’innalzamento delle temperature causato dai cambiamenti climatici. Secondo uno studio appena pubblicato su Frontiers in Bee Science, guidato dal Professor Kevan della School of Environmental Science dell’Università di Guelph in Canada e basato sull’analisi di oltre 150 anni di letteratura scientifica, le colonie di bombi (considerate come una sorta di veri e propri “superorganismi” per il livello di coordinazione e la complessità delle interazioni che possono manifestarsi al loro interno) possiedono ottime capacità termoregolatrici e di resistenza al calore, grazie a un meccanismo di raffreddamento dell’alveare basato sul movimento rapido e coordinato delle ali da parte degli individui.
Tuttavia, questo sistema non sarebbe sufficiente a gestire temperature superiori ai 36 gradi centigradi. L’innalzamento del grado di calore oltre i limiti comporterebbe, in particolare, una riduzione dei tassi di sopravvivenza delle covate, per le quali la temperatura ideale di sviluppo oscilla fra i 28 e i 32 gradi.
Il fenomeno della riduzione delle popolazioni di Bombus è presente in tutto il mondo ma è particolarmente preoccupante in Europa, Regno Unito e Nord America, dove l’innalzamento delle temperature colpisce più duramente. È probabile che in un prossimo futuro le popolazioni di Bombus decidano di migrare verso nord: si tratta infatti di imenotteri che, in alcuni casi, possono adattarsi a prosperare in climi più freddi.
Foto © Petra Trivilino


