Africa, conservare per contrastare il traffico di animali.

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La recente pubblicazione del World Wildlife Crime Report 2024, terzo rapporto che segue le edizioni del 2020 e del 2016, presenta la fotografia attuale del commercio illegale delle specie di fauna selvatica elencate nel CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione). Il documento, basato su dati raccolti nel periodo 2015-2021, offre un’analisi dei danni e degli impatti di tali crimini sulle specie colpite e sugli habitat di riferimento, fornisce indicazioni su quelle che sono le dinamiche e le tendenze del traffico di specie selvatiche e soprattutto, valuta l’efficacia dei differenti interventi e delle azioni perseguite per contrastare il commercio illegale.

Ciò che emerge dal report è un quadro complesso di crimini illegali che secondo i dati coinvolge 162 paesi e ha un impatto su circa 4.000 specie vegetali e animali. Tale impatto risulta avere diverse sfaccettature. Il commercio illegale di fauna selvatica ha in molti casi un ruolo chiave nell’estinzione locale o globale della specie, impatta pesantemente sugli ecosistemi e influisce anche in termini di benefici socio economici che si traggono dalla natura. Legno di palissandro, cavallucci marini essiccati, orchidee vive, corno di rinoceronte africano, scaglie di pangolino e il noto avorio di elefante africano rappresentano alcuni tra i casi studio presentati nel documento.

L’Africa in questo triste contesto ricopre un ruolo di primo piano, basti pensare che gli articoli provenienti da rinoceronti, elefanti – insieme ai pangolini asiatici – rappresentano oltre il 95% di tutti i sequestri. Nel panorama africano l’African Wildlife Conservation è tra i principali attori della conservazione delle specie minacciate. Grazie a collaborazioni e partnership governative, sono state avviate negli ultimi anni azioni importanti per contrastare il traffico di animali selvatici. Sforzi che hanno dato esiti positivi e che emergono dal report stesso. Negli ultimi 10 anni sono infatti andati diminuendo il bracconaggio e i sequestri per elefanti e rinoceronti. Si è ancora lontani dalla risoluzione del problema, ma qualche passo avanti c’è stato e i dati lo confermano. Protezione, conservazione e investimenti in programmi mirati e specifici sembrano essere le chiavi principali per serrare le porte al traffico illegale di animali selvatici.

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Chiara Moncada

Giornalista iscritta all’Ordine dal 2008, collaboro con testate e radio su attualità e cultura. Nella comunicazione da sempre, ho ricoperto vari ruoli. Dal 2020, sono copywriter e SEO Content Writer in settori come viaggi, fotografia, marketing. Nel mio blog Doricromia.com, dal 2010 unisco scrittura e fotografia, con un punto di vista unico sulle mie esperienze e studi in questi campi.

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