“Sorgenti pietrificanti” è un appellativo che evoca luoghi narrati in qualche fiaba per bambini. “Nel reame vi era un bosco incantato in cui trovavano dimora creature bizzarre e sfuggenti, alcune molto colorate e altre quasi invisibili. Alle Sorgenti pietrificanti le avreste viste danzare a pelo d’acqua, crogiolarsi nell’acqua fresca o giocare a nascondino nel fogliame”.
Il bosco di questa fiaba si trova nella Brianza lecchese, all’interno del Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone. Le sorgenti pietrificanti si compongono di sistemi di vasche in travertino, le quali si autosostengono mediante la fotosintesi dei muschi che vi crescono sopra e l’incessante scorrere dell’acqua.
In questo ambiente convivono diverse comunità di specie invertebrate come libellule e damigelle, ragni in grado di cacciare sul pelo dell’acqua e molte specie di anfibi che si avvalgono di queste zone umide per completare il proprio ciclo vitale.
Le sorgenti pietrificanti del Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone ospitano una specie anfibia endemica della Pianura Padana e, attualmente, classificata come specie vulnerabile dalla IUCN : la rana di Lataste (Rana latastei).
Ma, come ogni luogo incantato delle storie, anche sulle sorgenti pietrificanti incombono gravi minacce. L’accentuarsi dei cambiamenti climatici, gli interventi antropici sulla rete idrogeologica e l’introduzione di specie alloctone, mettono a rischio l’equilibrio di questo luogo magico e del suo piccolo popolo.
Con le mie foto desidero mostrarvi i protagonisti di questo racconto. Per molti sono invisibili. Per me sono momenti di pura gioia di cui non voglio privarmi in futuro.
© Beatrice Montalbetti | Instagram











