Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Sustainability esplora le possibili ripercussioni delle politiche del Green Deal Europeo (GDE) al di fuori dell’Unione Europea (UE). Secondo gli autori, le misure del GDE volte a decarbonizzare il nostro continente e a renderlo più eco-sostenibile potrebbero di fatto “esportare” il problema al di fuori dei confini europei, causando paradossalmente un aumento netto delle emissioni di gas serra. Stando alle conclusioni della ricerca, gli obiettivi delle politiche agricole e forestali del GDE fissati al 2030 potrebbero determinare un aumento della domanda di terreni agricoli al di fuori dell’UE. La conversione di nuovi terreni ad aree coltivabili causerebbe a sua volta un incremento complessivo delle emissioni di carbonio del 244,8 % rispetto agli obiettivi definiti dal Green Deal.
Gli ecosistemi locali verrebbero danneggiati e la perdita di biodiversità conseguente sarebbe tale da vanificare gli sforzi delle politiche di conservazione messe in atto dal GDE stesso (come la promozione di prodotti che non comportino deforestazione). A fronte di questo quadro preoccupante, gli autori identificano alcune soluzioni che, se applicate all’interno dell’UE, potrebbero mitigare notevolmente le ricadute del GDE sui paesi esteri, limitando la necessità di utilizzare terreni agricoli. La prima ha a che fare con le nostre scelte alimentari ed in particolare con il consumo di prodotti animali. Hubacek, uno degli autori dello studio, ha affermato che “l’adozione di una dieta basata su alimenti di origine vegetale, più salutare per il pianeta, permetterebbe di risparmiare quantità enormi di emissioni climalteranti”, riducendo il consumo di suolo e la perdita di biodiversità.
Anche la salute umana trarrebbe beneficio da un consumo più moderato di carne e latticini. Un’altra misura efficace potrebbe essere l’eliminazione progressiva dei biocarburanti di origine alimentare dall’UE, a cui si accompagnerebbe un minor utilizzo di terreni agricoli, in favore di un incremento delle aree boschive e della biodiversità. Gli autori suggeriscono infine di promuovere forme di energia rinnovabile basate su eolico e solare, a minor impatto ambientale. Ciascuno di noi, tramite le proprie scelte alimentari ed energetiche, può dare un piccolo ma importante contributo per il benessere del pianeta. Consumare consapevolmente oggi è una responsabilità di tutti.


