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Una delle migliori riserve naturali e parchi più belli dell’Africa è il Kruger National Park. Agosto 2023, inverno sudafricano, la mia prima esperienza in un safari. L’opportunità di soggiornare all’interno del Parco per un’intera settimana è stata una esperienza di fondamentale importanza, non soltanto per una fotografa naturalista quale sono, ma anche e soprattutto per studiare il meccanismo dei safari, stare a contatto con la fauna selvatica e osservare la biodiversità.
Se ve lo state chiedendo pur essendo inverno faceva davvero caldo durante il giorno, le temperature scendevano solo la notte e la mattina presto. Inoltre, essendo l’inverno la stagione secca, è la migliore per gli avvistamenti degli animali dato che la vegetazione è meno rigogliosa.

Il parco nazionale Kruger – in afrikaans Nasionale Krugerwildtuin – è la più grande riserva naturale del Sudafrica con una estensione di circa 20.000 km² equivalente a quella dello Stato di Israele o del Galles. Recentemente, il Kruger è entrato a far parte del parco transfrontaliero del Grande Limpopo, che lo unisce al parco nazionale di Gonarezhou dello Zimbabwe e al parco nazionale del Limpopo del Mozambico. Il parco appartiene alla Kruger to Canyons Biosphere , una zona designata dall’UNESCO come “riserva internazionale dell’uomo e della biosfera“. Due milioni di ettari di diversità senza eguali di forme di vita si fondono con siti storici e archeologici: questa è l’Africa che tutti ci immaginiamo.
La biodiversità del Kruger
Il Kruger offre un’esperienza faunistica tra le migliori dell’Africa, una ricca varietà di specie animali ed una diversità di habitat quasi senza eguali. È suddiviso in 6 ecosistemi con diversi tipi di vegetazione, dai fitti boschi di acacie e sicomori del sudovest alla savana della regione centrale.
Il Parco ospita un numero impressionante di specie : 336 alberi, 1.900 piante, 49 pesci, 34 anfibi, 114 rettili (tra cui circa 5000 coccodrilli), 52 specie di pesci, 35 di anfibi e oltre 500 diverse specie di uccelli, alcune residenti, altre migratorie o nomadi, 507 uccelli , alcune delle quali non si trovano altrove in Sud Africa, e 147 mammiferi, fra questi ultimi circa 1.500 leoni, 17.000 elefanti, 48.000 bufali e 1.000 leopardi, 2.000 rinoceronti (sia neri che bianchi).

Dal punto di vista attrattivo, il Kruger è famoso per ospitare i “Big Five”, i grandi cinque.
- leone
- leopardo
- rinoceronte
- elefante africano
- bufalo africano
insieme ai ‘’Big 6’’, i grandi sei:
- cicogna dal becco a sella
- otarda di kori
- aquila marziale
- avvoltoio dalla faccia di lappola
- civetta pescatrice di Pel.,
- bucero macinato
L’espressione Big Five ebbe origine nella cultura del safari, inteso come battuta di caccia, e si riferiva non ai cinque più grandi animali africani, ma bensì ai cinque animali più pericolosi da cacciare e, di conseguenza, ai cinque trofei più ambiti dai cacciatori. Oggi è inteso sempre come i grandi cinque da cacciare, ma ora solo con la macchina fotografica!
Big 6 è invece riferito ad un elenco di specie di uccelli selezionati dai funzionari del Kruger per la loro unicità.

Preparazione per il self drive
Il sito SAN PARKS (South Africa National Parks) è il canale ufficiale di gestione pubblica dei parchi nazionali dell’intero Sud Africa. Il Kruger è visitabile sia in autonomia sia con tour organizzati, sia in giornata, sia pernottando al suo interno in uno dei 12 campi di sosta pubblici principali. Il biglietto di ingresso, le prenotazioni degli alloggi e delle esperienze ed attività di gruppo organizzate dai campi, si effettuano online. Per soggiornare all’interno del Kruger per più di un giorno è consigliata la prenotazione anticipata, sulla base della stagione del viaggio, e l’acquisto della Wild Card. All’interno del Parco esistono anche alcuni lodge privati esclusivi a cui sono state date concessioni all’interno del Parco con costi più elevati.

Preparare un piano di viaggio nel Parco è consigliato se come nel mio caso si vuole visitare il Kruger in “self drive”, cioè con il proprio mezzo automobilistico. Stabilire un percorso da seguire, valutare le distanze dal punto di partenza a quello di destinazione, calcolare i tempi necessari, è fondamentale per prenotare gli alloggi nei ‘’rest camps’’ e le attività annesse. All’interno del Parco, infatti, non è concesso dormire in auto o per strada, ma solamente all’interno dei campi pubblici, che hanno orari di apertura e chiusura delle porte, i “gate“, per questioni di sicurezza. Non sono ammessi ritardi, altrimenti si rischia di rimanere la notte nel bel mezzo del safari a proprio rischio e pericolo.
Pertanto, utilizzare la mappa ufficiale del Parco Nazionale Kruger risulta necessario per valutare i tempi di percorrenza. È decisamente troppo facile impiegare il doppio del tempo quando si è all’interno del Parco: nulla è deciso o programmato, quando si inizia a girare per le strade del safari ci si ritrova nel bel mezzo di migliaia di animali, per gli amanti della natura, della fauna, della fotografia o videografia, il tempo non sembra mai abbastanza. I momenti inaspettati, naturali e gli imprevisti sono all’ordine del giorno. E per questo motivo, è molto importante calcolare in anticipo il proprio tempo a disposizione o perlomeno esserne a conoscenza.

Se si ha tutto il tempo necessario a disposizione, allora il consiglio è di provare tutte le strade, sia le “main roads” cioè, le strade principali asfaltate sia le strade secondarie, sterrate, le “gravel roads”. Ed è proprio qui, in queste strade che ho vissuto le più incredibili esperienze indimenticabili della mia vita.
Vivere l’esperienza del safari
Ricordo ancora come se fosse ieri il mio approccio al Kruger: una volta sbrigate le formalità ed entrati nel Parco dal Phalaborwa gate, il primo avvistamento è stato memorabile! Uno dei grandi cinque, era proprio lì, appena svegliato da un riposo vicino al ciglio della strada principale. Un maschio di leopardo, avvistato nei primi 5 minuti di guida, una emozione inspiegabile a parole. Ci ha accolti impreparati, il primo giorno non eravamo organizzati ad affrontare un safari, soprattutto dal punto di vista fotografico. Così come lo abbiamo avvistato, ci è subito sfuggito.

Nei giorni seguenti ci siamo fatti furbi, abbiamo imparato come affrontare il safari, adottando tecniche specifiche per il self drive, regalandoci scatti e riprese uniche e soprattutto emozioni indescrivibili.
Se penso al totale complessivo della fauna avvistata in una settimana, posso certamente affermare che il Kruger è per definizione un posto unico per l’osservazione degli animali e per gli appassionati della wildlife photography e del birdwatching. Migliaia di differenti specie di antilopi, fra cui impala (antilope di medie dimensioni diffusa in Africa orientale e meridionale), waterbuck (cobo, antilope d’acqua). Centinaia di kudu (antilope che popola le zone boschive dell’Africa orientale e meridionale); elefanti, gnu, bufali, zebre, facoceri. Dozzine di giraffe, ippopotami, iene, licaoni. Decine di leoni, leopardi, coccodrilli. Centinaia di scimmie di varie specie. Una varietà incredibile di specie di uccelli (aquile, falchi, avvoltoi, storni, buceri, gruccioni, ghiandaie e piccoli uccelli). Qualche specie di serpenti.

Oltre alla scoperta del Parco tramite l’auto, una esperienza da fare è assolutamente la “morning walk”, una passeggiata mattutina guidata fuori dai confini del campo per esplorare le aree selvagge circostanti adiacenti al campo. Al Kruger è vietato scendere dai veicoli, pertanto l’unico modo per poter in qualche modo addentrarsi nell’ambiente del safari è attraverso questa suggestiva esperienza. Guide esperte e armate condividono la loro conoscenza della fauna e della flora ed accompagnano i partecipanti in una passeggiata garantendone la sicurezza.

In entrambi i casi, nessun avvistamento di rinoceronti al Kruger, purtroppo a causa del sempre più crescente bracconaggio che ne ha dimezzato il numero.
Il retroscena sgradevole: la nota dolente
Purtroppo, come sempre più di consueto in tutto il Mondo, anche il Kruger sta vivendo casi di criminalità, corruzione, collaborazione in aiuto ai bracconieri per sterminare gli animali nel Parco, che hanno ormai decimato la popolazione di rinoceronti nella famosa riserva sudafricana. Il rapporto Landscapes of Fear (paesaggi della paura) include dati davvero inquietanti e descrive come l’attuale minaccia per gli animali nella più grande riserva naturale dell’Africa arrivi dalla corruzione, prima ancora che dal bracconaggio.
Negli ultimi decenni il bracconaggio ha influito sulla sopravvivenza soprattutto dei rinoceronti il cui corno è venduto anche a 20mila dollari al chilogrammo. Il numero di rinoceronti bianchi presenti nel Parco è crollato del 75 % dal 2011 al 2020 e più drammatica la situazione dei rinoceronti neri, il cui numero è sceso da 415 esemplari del 2013 ai 202 del 2020. Negli ultimi anni sono aumentati casi di avvelenamento degli animali da parte di bracconieri.
A tal proposito, il Kruger Park Management Plan 2018-2028 afferma che i principi del Parco si basano sulla conservazione, protezione e gestione della biodiversità, della qualità della natura selvaggia e delle risorse culturali, contribuendo alla resilienza sociale, ecologica ed economica e al benessere. L’obiettivo del Parco è ripristinare e mantenere i benefici delle specie di particolare interesse gestendo le minacce il più possibile. I cittadini vengono coinvolti in molte occasioni per aiutare il Parco a conservare la fauna e la fauna selvatica. Tuttavia, con i dati aggiornati, la situazione risulta essere davvero drammatica.
E il bracconaggio non è solamente l’unica nota dolente dei safari, questi mi sono apparsi come dei veri e propri parchi giochi per il turismo di massa mossi dal viaggio dei sogni. Diversi “game drive”, attività organizzate su enormi camionette alla ricerca di animali, vengono organizzati da tutti i Campi portando in giro comodi turisti non curanti delle regole del Parco. Situazioni davvero rumorose e fastidiose, pur di scattare una fotografia o qualche selfie da portare a casa come ricordo della vacanza, senza alcun rispetto per gli animali.
Conclusione
Il Kruger può essere visto come un gioco o una vacanza per la maggior parte dei turisti, ma per coloro che come me sono appassionati di natura e di fotografia può essere vissuto in maniera differente, fondata sull’ immersione nell’habitat e nel rispetto della fauna selvatica. La stanchezza sarà tanta: uscire all’alba e rientrare al tramonto, trascorrendo ben 12 ore in auto con le scomodità del caso, può risultare estenuante. Ma le soddisfazioni e le emozioni vissute ripagano tutti gli sforzi.
Perché al di là dello scatto o del video perfetto, è soprattutto il ritrovarsi in mezzo alla natura, alla sua fauna, alla sua vegetazione, vivere momenti unici davanti ai propri occhi, godere di bellissime viste, ritrovarsi nel mezzo di migrazioni di elefanti, o di leoni o aquile in caccia, o osservare famiglie di uccelli che nutrono i propri piccoli, che rende l’esperienza al Kruger National Park più emozionante e ti dà la carica per combattere per il rispetto degli animali, per la conservazione degli ambienti naturali, e contro ogni forma di bracconaggio o crimine, quali i trofei di caccia.


