Luca Giunti – Le conseguenze del ritorno

Luca Giunti – Le conseguenze del ritorno

Ritornano. Scendono dai monti, si spostano col buio, appaiono inattesi al limite dei campi e negli hinterland delle grandi città. È un eufemismo dire che i lupi si erano «quasi estinti». Li avevamo sterminati. A fucilate, con le tagliole, coi bocconi avvelenati. È accaduto più o meno cent’anni fa. A partire dagli anni Ottanta, i pochi lupi superstiti hanno ricominciato a guardarsi intorno. E a camminare. E a macinare chilometri. Sempre più chilometri. Decine di chilometri nel corso di una sola notte.

Pubblicato:
2021-07-01
Lunghezza:
176 pagine
Formato:
Flessibile
Editore:
Alegre
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Recensione

Nature Defence People

È un genere ibrido, che tratta anche di ibridismi, quello che ci propone Luca Giunti ne Le conseguenze del ritorno – Storie, Ricerche, Pericoli e immaginario del lupo in Italia (Edizioni Alegre, 2021). Non è un saggio, non è una pubblicazione scientifica, non è un romanzo, non è invenzione o fantasia. È un oggetto narrativo non catalogato. Ligure di nascita, piemontese d’adozione, Luca Giunti è guardiaparco, naturalista, fotografo e grande esperto di lupi. Collabora, per questo, a progetti Europei come Life WolfAlps EU.

Leggendo il libro, si ha la sensazione di avere tra le mani un’eredità, che è l’esperienza dell’autore sul campo. Perché Giunti con la materia-lupo ci si sporca quotidianamente le mani, osserva da lontano, raccoglie dati, perlustra il territorio e dialoga con le comunità montane, soprattutto pastori. Non solo statistiche, leggi e piani d’azione nazionali ma anche folklore, le rappresentazioni del lupo nell’arte, nei film, nella musica ma soprattutto l’immaginario collettivo del lupo tramandato dal linguaggio parlato, da detti e modi di dire, perché il lupo è una figura mitica dalle mille facce.

Lupo con preda © Luca Giunti
Lupo con preda © Luca Giunti

Proprio a fronte di questo, il titolo stesso è stato fonte di dibattito tra autore ed editore. Tra gli altri si è pensato anche a Non basta dire lupo: parlando di lupi infatti è inevitabile parlare d’altro. Di caccia e di cani randagi, di ricerca scientifica e di lana ovina, di materie scolastiche e di montagne, di politica e di malattie, di leggi e di pubblicità di invasioni aliene e di ignoranza umana e di tanto altro.

Il “perché” del ritorno

Dai dati dell’ISPRA , i lupi ad oggi presenti sul territorio italiano, sono all’incirca 3300. Poco più di cinquanta anni fa, erano all’incirca un centinaio. Sono dispersivi, si riproducono in pochi e la metà dei nuovi nati muore prima dell’età adulta. Come è successo allora che il lupo è tornato? Perché ce ne siamo andati noi.

Il boom economico seguito alla seconda guerra mondiale ha, molto velocemente, spopolato zone collinari e montane. Di seguito a ciò, il bosco è dilatato, riprendendosi e occupando gran parte del territorio. Ad aiutare la situazione, ci hanno pensato i nascenti sentimenti ambientalisti degli anni 70, che hanno favorito la stesura di leggi a tutela della fauna selvatica, come la 968 del 1977 e la 157 del 1992, che hanno reso quest’ultima << patrimonio indisponibile dello stato >>.

Lupo © Luca Giunti
Lupo © Luca Giunti

Uccidere il lupo d’ora in poi non sarà più una passeggiata, come lo era prima. Finalmente le nuove condizioni – cibo disponibile, habitat adatti e assenza di nemici – hanno permesso al lupo di irradiarsi verso nord e verso sud lungo l’Appennino seguendo l’ancestrale impulso allo sparpagliamento. E dove passano i lupi? Ovunque. Ad aiutare ulteriormente ci si è messa di mezzo la recente pandemia da Sars-CoV-2.

Il lupo è politica

Quella di Giunti è una scrittura schietta, perché la questione-lupo, è anche e soprattutto una questione politica e in politica non le si manda a dire. Non compie un’operazione che punta a farci prendere una posizione da una parte o dall’altra della barricata, ma tenta di spiegare la complessità della realtà nella quale lui, di persona, si trova ad avere quotidianamente a che fare. È questo il punto di forza del libro e lo ribadiamo: Giunti è “sul campo”.

Oltre ai continui parallelismi tra immigrazioni di umani e immigrazioni di lupi, il testo affronta la questione dei danni causati dal lupo al bestiame di tanti pastori. A questi Giunti dà voce, riportando nel libro in forma di un unico dialogo, molte delle reali conversazioni avute con loro. Secondo i dati dei servizi veterinari regionali piemontesi del 2020, gli attacchi di lupi che hanno causato danni al bestiame, come morti o feriti, equivalgono allo 0,3% di tutta la popolazione domestica. Il lupo è come Pandora. Non la causa prima di tutti i mali con cui si accompagna, è soltanto il disgraziato che scoperchia il bidone maleodorante dove quei mali sono stati accumulati. Disvela problemi occultati e irrisolti dei quali si prende tutte le colpe. E di problemi la categoria ne attraversa parecchi.

In questi casi le modalità di rimborso danni causati dal lupo sono tutt’altro che semplici, tanto che spesso molti allevatori non segnalano nemmeno l’accaduto, rinunciando a rimborsi, tra l’altro nemmeno troppo consistenti. C’è da distinguere poi tra risarcimenti e indennizzi, dalla qualifica del danno, dagli animali in questione che l’hanno causato. Oltre a ciò la categoria si trova a fare i conti con gli affitti dei pascoli, le condizioni inadeguate dei fabbricati d’alpeggio, la scarsità di manodopera, il consumo di carne che inizia a diminuire, i costi della lana da smaltire.

Tosatura © Luca Giunti
Tosatura © Luca Giunti

Attenti al lupo?

 Si sorride (ma neanche troppo) quando nel testo, la cui prima edizione è del 2021, si inciampa nella risposta ad una domanda che nelle ultime settimane gira virale online, rivolta a donne e ragazze, che pone il seguente quesito: Preferisci rimanere bloccata in un bosco con un uomo o con un orso? Profetico Giunti risponde: E se tu che mi leggi appartieni al genere femminile, rischi di più a passeggiare nei boschi insieme a un maschio di famiglia della tua stessa specie piuttosto che ad aggirarti da sola nel territorio di un branco di lupi veri. Abbiamo scambiato i lupi con gli orsi, ma crediamo che non cambi poi molto.

Come riportato nel testo, secondo l’OMS (organizzazione mondiale della sanità), tra gli animali più letali per l’essere umano, ai primi posti troviamo insetti, serpenti e i nostri tanto amati amici cani. Per ultimi lupi e squali. Tradizioni e folklore in questo senso non aiutano in positivo la fama di questo meraviglioso animale, e la nostra iper civilizzazione, che ci vuole sempre di più al riparo e al sicuro, finisce per inculcarci una percezione distorta del pericolo.

Il libro dedica un intero capitolo alla visione del lupo nell’immaginario collettivo. Tradizioni, storie, detti, credenze popolari, superstizioni, ma anche testi di canzoni, citazioni di film e libri. La cura dell’editore (il libro è pubblicato per la collana Quinto tipo, diretta da Wu Ming 1) e dell’autore si nota anche nella volontà di rendere disponibile per il lettore un documento Word dal titolo Miscellanea lupesca, scaricabile dalla pagina della casa editrice dedicata al libro, dove si possono trovare tutti i modi di dire, i proverbi, la toponomastica, le favole, i racconti e le citazioni che, per ovvie ragioni editoriali, non è stato possibile inserire nel testo.

Senza scendere nel merito, possiamo dire, ad oggi, di vivere tempi nei quali il femminismo ha riacquistato una certa apparente vivacità, che fa della cura nella scelta delle parole, dell’uso dei generi e di un linguaggio che sia sempre più inclusivo un tassello della battaglia. Leggere di come al di fuori dell’uguaglianza di genere, altri termini sono abusati anche per definire e catalogare altre specie, ci dovrebbe far riflettere molto su come e quanto le nostre parole influenzino le nostre azioni, le nostre credenze e i nostri atteggiamenti, portando a reali risvolti nella realtà.

Soluzioni e altre guide

Luca Giunti non lascia solo il lettore e delinea tutte le possibili soluzioni che si possono mettere in campo nella protezione delle greggi dagli attacchi dei lupi, come monitoraggi in loco del gregge o l’uso e l’addestramento dei cani da difesa del pascolo. Tanto per gli animali da reddito, da dritte anche per gli animali d’affezione tra segnalatori acustici, radio o luci intermittenti. Tanto per gli animali quanto per noi umani, troviamo nel libro metodi efficaci su come scacciare un lupo che potremmo incontrare a distanza ravvicinata, per il nostro bene ma soprattutto per il loro.

Cane da pastore © Luca Giunti
Cane da pastore © Luca Giunti

Per chi è interessato all’argomento, il libro offre affascinanti pagine sulle esperienze da guardaparco e naturalista, incontri con lupi e confronti con colleghi, il lupo nei secoli, le contaminazioni genetiche tra lupi e cani e cosa ne è venuto fuori. Si parla anche della “quasi nuova” razza canina Cane Lupo Cecoslovacco, come distinguerlo da un lupo vero, mafia montana, fototrappole e tanto altro.

Conclusione

La Convenzione di Berna (Convenzione sulla Conservazione della Vita Selvatica e degli Habitat naturali in Europa) classifica il lupo come Specie Particolarmente Protetta. Leggendo Le conseguenze del ritorno non si può non pensare alla proposta della Commissione Europea di declassare lo status di protezione del lupo a Specie (solo) Protetta. Così facendo si permetterebbe di cacciare e uccidere una specie che, ad oggi, non è cacciabile.

Il libro riporta dei bei esempi di come il lupo riesca a mantenere in equilibrio l’ecosistema grazie alle sue precise doti di predatore apicale. Il lupo contribuisce a ridurre i danni da eccessivo brucamento o calpestio, apre nicchie trofiche per nuovi abitanti, irrobustisce la biodiversità generale. Non facciamo sì, che la concorrenza che i cacciatori hanno con queste meravigliose creature, porti a leggi scellerate che ne possano compromettere la vita, la loro e quella del nostro ecosistema.

Sara Menchi

Mi chiamo Sara e vengo dalle Marche. Ho una triennale in Filosofia e una magistrale in “Politiche europee e relazioni euromediterranee”. Qui vi parlerò di libri che indagano il mondo naturale e animale, nella speranza di farvi avvicinare almeno un po’ a due delle mie più grandi passioni: la lettura e il mondo selvaggio.

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