Pangolino, il bracconaggio e la sfida alla conservazione.

Il pangolino è l'animale più contrabbandato al mondo, portato sull'orlo dell'estinzione da uno spietato bracconaggio.
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Il pangolino, spesso chiamato “formichiere squamoso”, è l’animale più contrabbandato al mondo, superando perfino elefanti, rinoceronti e balene. Questi mammiferi unici sono vittime di un bracconaggio spietato che li ha portati sull’orlo dell’estinzione.

L’Identità del Pangolino

Il termine “pangolino” deriva dal giavanese peng-goling, che significa “animale che si arrotola a palla”, in riferimento alla sua strategia difensiva unica. I pangolini appartengono all’ordine Pholidota e sono gli unici mammiferi completamente ricoperti di squame. Queste squame, sovrapponendosi l’una all’altra, formano una dura corazza che li protegge dai predatori. Quando minacciati, i pangolini si appallottolano, offrendo una difesa efficace contro gli artigli di leoni, tigri e leopardi, ma purtroppo inefficace contro l’uomo.

Esistono otto specie di pangolini, quattro in Asia e quattro in Africa, tutte classificate come vulnerabili, in pericolo o fortemente in pericolo dalla Lista Rossa IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura). Queste specie vivono principalmente nelle foreste del bacino del Congo, attraversando Camerun, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo, Gabon e Guinea Equatoriale. Inoltre, la continua perdita di habitat dovuta alla deforestazione aggrava ulteriormente la loro situazione.

La domanda di squame e carne

Due esemplari di pangolini uccisi e bruciati.
Due esemplari di pangolini uccisi e bruciati.

I pangolini vengono cacciati soprattutto per le loro squame, utilizzate nella medicina tradizionale cinese e vietnamita per trattare artrite e disturbi gastrici, nonostante la mancanza di evidenze scientifiche. Le squame di pangolino sono fatte di cheratina, la stessa proteina che compone unghie e capelli. Inoltre, i giovani pangolini sono utilizzati come ingrediente principale per delle costosissime zuppe.

In Asia, infatti, la carne di pangolino è considerata una prelibatezza. Un cuoco cinese intervistato dal Guardian ha descritto il cruento processo di preparazione: i pangolini vengono storditi, sgozzati, bolliti per rimuovere le scaglie e poi cucinati. La carne viene servita in vari piatti, e il sangue portato a casa dai clienti. Nonostante il divieto del commercio di pangolini dal 2017, la domanda rimane ancora molto alta.

Dal 2009 al 2017, i sequestri di pangolini sono aumentati del 998%. La Cina rappresentava la destinazione del 50,4% dei sequestri effettuati, seguita dal Vietnam con il 13,3%, mentre nel 28,9% dei casi la destinazione rimaneva sconosciuta. Questo aumento del traffico è stato trainato dalla crescente domanda di scaglie di pangolino: se nel 2008 le scaglie lavorate rappresentavano meno del 5% dei sequestri, nel 2018 erano salite a circa il 95%.

Gli effetti del bracconaggio

Gli Stati dell’Africa centrale perdono in media 419 miliardi di franchi CFA (oltre 630 milioni di euro) ogni anno a causa del traffico di pangolini. Questo dato, emerso da uno studio di Enact Africa , evidenzia l’enorme impatto economico del bracconaggio. Tuttavia, i danni non sono solo economici: i pangolini svolgono un ruolo cruciale nell’ecosistema forestale, regolando la popolazione di insetti. La loro scomparsa potrebbe alterare significativamente gli equilibri ecologici locali, causando danni strutturali agli edifici e distruggendo le colture a causa della proliferazione incontrollata di termiti.

Il traffico illegale di pangolini, rappresenta una minaccia grave sia per la biodiversità che per la salute pubblica. Ghada Wali, direttore esecutivo dello United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC), ha recentemente dichiarato: “I crimini contro la fauna selvatica mettono a rischio la salute del nostro pianeta e la nostra salute. Per la custodia della biodiversità e per prevenire la prossima emergenza sanitaria, il commercio illegale di animali selvatici deve finire”. Questo allarme è stato lanciato in un contesto in cui la Cina, dopo aver chiuso i mercati di animali vivi a febbraio, li ha riaperti ad aprile, suscitando critiche da parte delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti.

Sforzi di conservazione

Esemplare di pangolino.
Esemplare di pangolino.

Nel 2016, oltre 180 governi hanno sottoscritto un trattato per porre fine a tutti gli scambi legali di pangolini, cercando di proteggerli dall’estinzione. Tuttavia, il commercio illegale continua. Organizzazioni come il WWF e TRAFFIC lavorano per proteggere questi mammiferi dal contrabbando. La dogana di Hong Kong ha sequestrato oltre 7 tonnellate di squame di pangolino in un container proveniente dall’Africa nel 2018, e un ulteriore sequestro di 2,8 tonnellate è avvenuto poco dopo. La legge di Hong Kong prevede pene severe per il contrabbando di specie in via di estinzione, ma ciò non scoraggia i criminali che cercano profitti enormi.

Secondo l’IUCN circa 20 tonnellate di pangolini o delle loro parti vengono contrabbandate ogni anno utilizzando 27 nuove rotte commerciali. Il commercio è globale e coinvolge 67 paesi. Fermare la caccia e il commercio illegale di pangolini è fondamentale per ridurre gli introiti delle organizzazioni criminali e proteggere le economie locali e gli ecosistemi.

Il WWF sottolinea l’importanza di una rigorosa applicazione delle leggi e delle sanzioni in materia di fauna selvatica. Zhou Fei, Chief Program Officer del WWF China, ha dichiarato: “Nessuna cultura o tradizione vale l’estinzione di una specie. Il valore di un pangolino in natura è ben più alto rispetto al valore della loro carne o delle scaglie. Dobbiamo iniziare a rifiutare il consumo di prodotti a base di essi e lavorare per sensibilizzare l’opinione pubblica”.

Conclusione

Il pangolino è diventato un simbolo della lotta contro il bracconaggio e il traffico di animali selvatici. Proteggere questa specie richiede uno sforzo globale concertato che coinvolga leggi più severe, educazione pubblica e sforzi di conservazione dedicati. Senza interventi immediati e decisivi, rischiamo di perdere per sempre queste incredibili creature, con conseguenze imprevedibili per i nostri ecosistemi e la stabilità economica delle comunità locali.

Eva Ricevuto

Laureata in Arti Tecnologiche e appassionata di cinema, femminismo e sostenibilità. Sono un'aspirante giornalista pubblicista e cinematografica. Partecipo al laboratorio di giornalismo costruttivo e seguo uno stage finalizzato all’iscrizione all’albo. Da quest’anno collaboro con alcune testate online per le quali scrivo soprattutto di cultura, attualità e ambiente.

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