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A Macerata, nel centro Italia, nel piccolo borgo storico delle case di terra di Villa Ficana, dal 15 al 23 giugno, si è svolto Ficana Terra di Mezzo, il piccolo festival della sostenibilità. Noi di Nature Defence abbiamo partecipato ad una di queste giornate e parlato con Martina Fermani, coordinatrice dell’Ecomuseo Villa Ficana e con Antonio di Herbartem, che ha tenuto, per l’occasione, il laboratorio di “Erborizzazione Urbana”. Numerosi sono stati i laboratori all’interno del festival, per sensibilizzare e coinvolgere la comunità, in un’idea di sostenibilità allargata che abbraccia l’ambiente, il sociale e la cultura.

L’Ecomuseo Villa Ficana
Il borgo di Villa Ficana , gestito dall’Associazione Gruca, è un ecomuseo . Per definizione un ecomuseo non è circoscritto all’interno dei limiti dati dalle mura di un normale museo, ma è una brulicante realtà a cielo aperto, nella quale si entra senza pagare il biglietto. È un territorio culturalmente significativo, gestito da chi lo abita, dalle associazioni e dalle istituzioni che, attraverso attività didattiche, iniziative ed eventi si impegnano a tramandare e diffondere le particolarità storiche e artistiche del luogo, insieme alle sue tradizioni
Villa Ficana, si trova a Macerata, nelle Marche, ed è un’oasi di terra cruda, che copre 7000 metri quadrati di terreno e che ha resistito alla speculazione edilizia degli anni 70-80. È infatti circondata da alti palazzoni in cemento armano, che cozzano con le basse e caratteristiche case dai colori terrosi del borgo, costruite nel XIX secolo con impasti di terra, paglia, materiale organico e altri materiali. La sostenibilità del materiale con cui sono fatte le case, sta nel fatto che, se lasciassimo marcire su un terreno, un mattone di queste, quest’ultimo si decomporrebbe e tornerebbe alla terra senza contaminarla. Nell’immaginario comune, e stereotipato, ci si potrebbe immaginare di trovare simili paesaggi nei piccoli paesini montani o dell’entroterra della regione, piuttosto che in una città capoluogo di provincia.
La rifondazione, di quella che è oggi Villa Ficana, si può fissare in data 1862 quando i proprietari terrieri dell’epoca, decidono di rispondere alla crescente domanda abitativa della popolazione agricola inurbana fatta di piccoli coltivatori e braccianti senza terra. Il borgo verrà poi, nel corso degli anni, pian piano abbandonato e sarà solo intorno agli anni 2000, con il rinvigorirsi dell’interesse e degli studi intorno a Villa Ficana, che inizieranno le trattative per la sua riqualificazione, fino al decreto di vincolo di interesse monumentale su Ficana emesso nel luglio del 2003 dalla “Sopraintendenza Regionale per i Beni e le Attività Culturali delle Marche ”.

All’entrata dell’Ecomuseo, sorpassati i totem illustrativi, ci si immerge tra vicoli assolati, puliti e ben curati. Pochi metri separano le case le une dalle altre. Durante lo svolgersi del festival gli abitanti di Villa Ficana sono invitati a partecipare alle attività e il clima di familiarità e il senso di comunità invade proprio tutti e tutte: gli abitanti del borgo, i volontari, i ragazzi del servizio civile e i visitatori. Sono stata accolta da Martina, coordinatrice dell’Ecomuseo, che gentilmente mi ha dato delle informazioni in più su Villa Ficana e l’Associazione Gruca .
L’intervista a Martina Fermani, coordinatrice dell’Ecomuseo
Ciao Martina, puoi darmi qualche informazione generale per chi non conosce questa realtà?
-“L’Associazione Gruca, è un’associazione di Macerata. Il nome sta per GRUppo Cittadinanza Attiva e dal 2016 gestisce, insieme all’Associazione Oz e all’Associazione internazionale Città della Terra Cruda , l’Ecomuseo delle case di terra di Villa Ficana, che è tutto quanto il borgo di Villa Ficana. Noi di Gruca, qui abbiamo in gestione le case di proprietà comunale, che sono solo alcune, dove abbiamo un centro visite con la Casa Museo, l’Officina dei Mestieri e una Foresteria, dove ospitiamo sei volontari del Corpo Europeo di Solidarietà, che sono qui con noi con progetti che vanno dagli undici ai dodici mesi e fanno attività qui all’Ecomuseo o in altre realtà, con altre associazioni dei quartieri limitrofi.“-
Principalmente di cosa si occupa Gruca? Quale è il suo obbiettivo?
-“L’obbiettivo è far conoscere realtà locali, soprattutto la parte sostenibile di queste realtà come Villa Ficana, borgo di case in terra cruda, unico borgo nella penisola italiana, realtà molto particolare in quanto unica e vincolata dal 2003. Al momento questo è il progetto più grande. Poi ci occupiamo di scambi europei, con il Corpo Europeo di Solidarietà, di Servizio Civile Universale, perché ospitiamo anche volontari del servizio civile universale e per un periodo ci siamo occupati anche dell’organizzazione di attività ed eventi al Centro Educazione Ambientale, del Parco di Fonte Scodella e con i volontari si svolgevano anche attività con le scuole, come facciamo anche qua, sempre occupandoci della parte sostenibile. Quindi attività con materiali naturali, materiali di recupero, gite nel verde come al parco urbano di Villa Lauri e altri parchi cittadini. Quindi tutto quello che riusciamo a mettere insieme e che riguarda la natura e la sostenibilità, non solo ambientale ma anche quella culturale e sociale, cercando di rendere ancora più attiva la cittadinanza e di coinvolgere i giovani in questo attivismo, cosa non sempre facile.“-
Per questo quindi l’idea del festival?
-“Il festival si svolge dal lontano 2014/2015. Abbiamo smesso solo con il covid. È nato per valorizzare proprio questo luogo, prima che diventasse ecomuseo, e poi abbiamo continuato. Negli anni abbiamo avuto diverse tematiche al centro del festival, come vini biologici e birre artigianali, sempre guardando alle attività locali e comunque ospitando birrifici e cantine, sempre di Macerata e dintorni. L’idea è quella di far conoscere anche le realtà che sono in giro, soprattutto con un occhio di riguardo alle realtà che sono gestite dai giovani. Anche per far capire, che qui, nel territorio, si possono sviluppare lavori, si può lavorare. Sono nate tante start-up, tante attività e ci piace far confrontare i giovani che partecipano, i nostri volontari, ma anche chi viene da fuori, con quello che c’è sul territorio e che magari non sempre si conosce.“-
Più nel dettaglio, l’Ecomuseo come funziona?
-“L’Ecomuseo è un borgo composto da circa cinquanta unità abitative e la gran parte sono case private. Sono abitate quasi tutte. Ce ne sono penso solo tre vuote, di cui due in vendita. Dentro queste cinquanta unità ci sono quelle di proprietà comunale, che gestiamo noi. Noi lo chiamiamo condominio orizzontale. Quello che facciamo noi è coordinare attività che si svolgono qui ma che hanno anche la collaborazione degli abitanti. Molto di quello che facciamo è ispirato anche dalle persone che ci vivono, dal confronto con loro soprattutto. E si cerca anche di fare laboratori e attività qui in loco che non diano fastidio agli abitanti di Villa Ficana. Anche per questo il festival quest’anno si è svolto in una settimana con piccole attività ogni giorno, proprio per coinvolgerli ma non creare scompiglio nella vita quotidiana.“-
In ultimo una tua opinione, riguardo i temi della sostenibilità. Guardandoti intorno, secondo te, arriva il messaggio con i suoi segnali positivi o siamo ancora in alto mare?
-“Questa è una bella domanda. Diciamo che ci si prova, le persone un po’ ci provano, però vedo che c’è un po’ di difficoltà ad entrare nel filone. Cioè cercare di capire cosa è buono, cosa non è buono, cosa si può fare e cosa è facile fare. Perché magari tante cose sono molto semplici però uno non ci pensa, non ha voglia o semplicemente non le fa. Diciamo che il passaggio è molto lento e faticoso e vanno sempre un po’ guidate le persone. Diciamo che in autonomia ancora è un po’ difficile. Io parlo per quello che vedo nella mia realtà e nei dintorni, però insomma, ci proviamo. Ci proviamo.“-

Il piccolo festival della sostenibilità “Ficana, Terra di mezzo”
I laboratori, svolti durante le giornate del festival, sono stati molti e tutti tenuti da realtà locali. Tutte le attività erano gratuite, i posti erano limitati e con prenotazione obbligatoria. Visite guidate per far scoprire la storia del borgo e laboratori come il laboratorio-spettacolo tenuto dal Teatro Rebis , progetto teatrale e artistico nato a Macerata nel 2003, la realizzazione di giardini sostenibili di comunità, il “NeAt Gala”, una sfilata sociale con abiti di seconda mano dell’Emporio Solidale I Nuovi Amici di Macerata, che durante le giornate del festival hanno promosso anche lo scambio di libri “Porta un libro & Prendi un libro”, tutto volto a promuovere l’economia circolare, un laboratorio di pittura con pigmenti naturali e tanto altro come incontri informagiovani su opportunità lavorative, mobilità europea, formazione e degustazioni di prodotti tipici locali.

Per Nature Defence ho partecipato alla giornata di sabato 22 giugno al laboratorio di Erborizzazione Urbana a cura di Antonio Greco di Herbartem . Herbartem è un’azienda biologica certificata, 100% veg, specializzata in preparati erboristici, farmaceutici, cosmetici e alimentari, nata nel maceratese nel 2013 e poi allargatasi nel 2020 con la scelta di realizzare prodotti a marchio. La raccolta delle piante è portata avanti con modalità sostenibili, del territorio e con metodi innovativi.
Il laboratorio è iniziato con una passeggiata per il borgo, dove Antonio ha spiegato come utilizzare molte delle piante che potremmo tranquillamente coltivare e trovare nei giardini o nei balconi di casa nostra. Veniamo allora a sapere che la camomilla è un efficace digestivo, l’oleando, molto presente nei giardini italiani, è una delle piante più velenose che si possono trovare in Italia, che l’ortica si può mangiare e che i cuscini di lavanda conciliano il sonno. A seguire il gruppo ha partecipato collettivamente alla realizzazione di un liquore scegliendo tra diverse tinture madri. Le tinture madri sono prodotti erboristici che racchiudono in forma liquida le proprietà della pianta, si tratta di estratti idroalcolici ottenuti dalla macerazione delle piante.
Intervista con Antonio Greco di Herbartem

Ciao Antonio, puoi dirmi qualcosa tu, sulla tua azienda?
-“È un’azienda che si trova a Montecassiano e si occupa di semilavorati erboristici principalmente farmaceutici e cosmetici. In più abbiamo una linea di prodotti finiti che sono liquori e tisane. Le tisane non le produciamo noi, ma le compriamo facciamo repacking. Poi abbiamo una crema e un siero, prodotti da altri con i nostri prodotti e oleoliti che invece produciamo noi.“-
Hai riscontrato dei problemi nel tuo lavoro riguardo alla sostenibilità? E come vi muovete da questo punto di vista?
-“Riguardo la sostenibilità, abbiamo riscontrato problemi per quanto riguarda il riciclaggio di alcune cose. Tipo usiamo molta plastica a livello di materie prime perché utilizziamo glicerina e alcol. Si, abbiamo una ditta esterna che smaltisce e abbiamo anche chiesto di rimandare il contenitore, per esempio dell’alcol, indietro e farcelo riavere, però non si può fare per l’HACCP (Hazard Analysis Critical Control Point – Analisi dei Rischi e dei Controlli dei Punti Critici, è il sistema di controllo che garantisce un elevato livello di sicurezza alimentare) e anche il vetro, purtroppo una volta utilizzato va buttato, perché non ci sono delle norme o meglio ci sarebbero ma, siamo un po’ troppo piccoli per permetterci di sostenere un sistema del genere.“-
Quale è la tua opinione in merito a ciò?
-“Secondo me ci dovrebbe essere qualcuno a livello politico che aiuti le piccole attività come le nostre che non arrivano da sole con le loro forze. Magari dare degli incentivi da utilizzare in modo che sia tutto un po’ più sostenibile per tutti, perché se diveniamo più competitivi noi, magari la gente ci conosce e non rimaniamo sempre chiusi nella nicchia. Noi piccole aziende facciamo i salti mortali, siamo tassati come le multinazionali ma allo stesso tempo non c’è nessuna agevolazione per noi e queste agevolazioni dovrebbero anche essere a livello di materie prime, di sostenibilità e via dicendo.“-
Conclusione
La giornata si è conclusa con stuzzicherie accompagnate dal liquore creato da tutti e tutte durante il laboratorio tenuto da Antonio. “Ficana, Terra di mezzo” è solo uno dei tanti piccoli festival che si possono trovare in giro per l’Italia e che fanno parte di tante piccole realtà uniche nel loro genere. Le attività dell’Associazione Gruca e dell’Ecomuseo non si esauriscono qui, ma continuano del corso dell’anno con nuove proposte, che si possono trovare aggiornate sul sito dell’Ecomuseo.
Queste piccole iniziative promuovono cultura, stili di vita e viaggi sostenibili per il territorio e l’ambiente. Parteciparvi ci fa scoprire storie sempre nuove dei luoghi di cui facciamo parte che altrimenti andrebbero dimenticate. Come non è da dimenticare la missione di cui ci ha parlato Martina: ambiente, società e cultura non possono considerarsi scissi, in un’ottica di sostenibilità a 360 gradi, che si realizza solo tenendo conto di tutte e tre queste componenti.



