Un trapianto di ecosistema come terapia per i coralli.

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Trapiantare un ecosistema sano all’interno di uno degradato può favorirne il recupero. Questo è il risultato di una ricerca pubblicata recentemente sulla rivista Nature Communications, che esplora una nuova strategia per il ripristino delle barriere coralline minacciate da attività umane e stress ambientali. Per lo studio, realizzato nel Mar Rosso, sono stati utilizzati dei supporti biomimetici, che sono stati calati all’interno di una barriera corallina sana. I supporti sono stati progettati per simulare la complessa struttura tridimensionale delle barriere coralline naturali e per fornire un substrato idoneo alla crescita di comunità variegate di organismi.

Infatti, a distanza di sei mesi la superficie delle piattaforme si è popolata di microrganismi ed invertebrati caratteristici del sito sano. A questo punto, i supporti sono stati trasferiti all’interno di una barriera corallina danneggiata ad alcuni chilometri di distanza e i coralli in cattivo stato di salute sono stati fatti aderire alla loro superficie. Trascorsi ulteriori sei mesi, si è osservato un complessivo miglioramento nelle funzioni fisiologiche dei coralli degradati, tra cui una maggior efficienza fotosintetica, un’aumentata presenza di organismi endosimbionti e livelli ridotti di stress.

L’esperimento è stato condotto anche al contrario: i supporti sono stati arricchiti con comunità di organismi provenienti da un’area fortemente urbanizzata, dove la barriera corallina è in cattive condizioni di salute. Una volta trasferiti nel sito sano, i coralli attaccati a queste piattaforme hanno restituito risultati meno favorevoli. La caratterizzazione degli organismi presenti sui supporti ha rivelato una maggior ricchezza e varietà di specie nel sito sano rispetto a quello degradato, suggerendo l’importanza della biodiversità per il benessere di questi ecosistemi. Lo studio dimostra quindi le potenzialità del trapianto come strategia innovativa che, insieme a quelle già esistenti, può contribuire a migliorare la resilienza delle barriere coralline in stato di degrado.

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Rossella De Poi

Sono biotecnologa e Ph.D. in scienze molecolari. Lavoro in un laboratorio di analisi chimiche, dove mi occupo di mettere a punto metodi per l’identificazione di sostanze per così dire “indesiderate”, come tossine e inquinanti ambientali. Amo la scrittura, lo sport e il contatto con la natura. Insieme a Nature Defence vorrei dare un contributo per la tutela del nostro meraviglioso pianeta.

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