Amazzonia: come la siccità ostacola la rigenerazione della foresta.

In questo articolo viene analizzato uno studio scientifico che mostra i vari trends di recupero della foresta amazzonica in funzione dei periodi estremi di siccità.
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La foresta amazzonica , uno degli ecosistemi più vitali del pianeta, sta subendo cambiamenti significativi a causa dell’aumento della frequenza e dell’intensità delle siccità. Un recente studio scientifico ha rivelato che queste condizioni estreme stanno contribuendo a un fenomeno chiamato rallentamento critico, compromettendo la capacità della foresta di riprendersi da perturbazioni minori e avvicinandola potenzialmente a un punto di commutazione ecologica.

Un ecosistema vitale sotto minaccia

Le foreste tropicali, tra cui l’Amazzonia, rappresentano circa la metà del bacino di carbonio forestale globale e sono un hotspot di biodiversità, ospitando circa 15.000 specie di alberi. Questi ecosistemi non solo giocano un ruolo cruciale nel sequestro del carbonio, ma sono anche fondamentali per la stabilità climatica globale e per il sostentamento di numerose specie, inclusi milioni di persone che dipendono direttamente dalle loro risorse.

Negli ultimi vent’anni, l’Amazzonia ha affrontato tre “siccità centenarie”, eventi che si verificano una volta ogni cento anni. Questi periodi di scarsità d’acqua sono destinati a diventare più frequenti e intensi a causa dei cambiamenti climatici in corso. Tali eventi estremi hanno effetti noti negativi sulla salute e sul funzionamento della foresta, ma il loro ruolo preciso nei modelli di rallentamento critico rimane ancora poco chiaro.

Veduta aerea di una porzione di foresta amazzonica
Veduta aerea di una porzione di foresta amazzonica

Il concetto di Rallentamento Critico

Il rallentamento critico è un concetto che descrive come un sistema dinamico, come una foresta, può iniziare a comportarsi in modo meno resiliente quando si avvicina a una soglia ecologica. Questo significa che la foresta impiega più tempo a tornare al suo stato originale dopo una perturbazione, come una siccità o un incendio. Un aumento dell’autocorrelazione temporale (TAC) nelle serie temporali degli indici di attività vegetativa, come l’Indice di Vegetazione Migliorato (EVI), è un indicatore di questo rallentamento.

In pratica, un TAC in aumento indica che lo stato attuale della foresta è sempre più simile al suo stato precedente, suggerendo una diminuzione della sua capacità di recupero. Questo rallentamento è considerato un avviso precoce che indica che l’ecosistema potrebbe avvicinarsi a una soglia critica, oltre la quale potrebbe trasformarsi in uno stato con funzionalità drasticamente diverse.

Siccità estreme e loro impatto sull’Amazzonia

Le siccità estreme rappresentano una delle principali minacce per la stabilità della foresta amazzonica. Questi eventi non solo riducono la disponibilità di acqua, essenziale per la crescita e la sopravvivenza degli alberi, ma influenzano anche la salute generale dell’ecosistema. La frequenza e l’intensità crescenti delle siccità possono portare a una mortalità forestale più elevata, alterando la composizione delle specie e riducendo la biodiversità.

Studi precedenti hanno già evidenziato una correlazione tra siccità severe e declino della stabilità forestale. Tuttavia, la nuova ricerca si concentra su come queste siccità influenzano il rallentamento critico, fornendo una comprensione più profonda dei meccanismi alla base di questo fenomeno.

Gli autori dello studio hanno utilizzato dati satellitari per monitorare l’attività vegetativa della foresta amazzonica dal 2001 al 2019. In particolare, hanno analizzato l’Indice di Vegetazione Migliorato (Enhanced Vegetation Index – EVI), ottenuto dai satelliti MODIS, e hanno calcolato l’autocorrelazione temporale (TAC) delle serie temporali dell’EVI.

Per identificare le siccità estreme, i ricercatori hanno utilizzato il deficit idrico cumulativo (Cumulative Water Deficit – CWD), definendo periodi di siccità come almeno due mesi consecutivi con anomalie di CWD significativamente basse. Inoltre, hanno esaminato come la frequenza, l’intensità e la durata delle siccità influenzino la TAC dell’EVI.

Risultati di questo studio

Lo studio ha rivelato che il 37% della vegetazione matura dell’Amazzonia ha mostrato un aumento della TAC negli ultimi 20 anni, indicando un rallentamento critico. Questo effetto è stato particolarmente evidente nelle regioni sud-orientali della foresta, dove le siccità sono più frequenti e intense. Le aree con precipitazioni più variabili sono risultate già meno stabili, richiedendo meno eventi di siccità per innescare un rallentamento critico.

Analisi dei trends relativi al recupero critico della foresta amazzonica
Analisi dei trends relativi al recupero critico della foresta amazzonica

Questa figura illustra come la capacità della foresta amazzonica di recuperare da eventi di siccità sia cambiata nel tempo.

  • In (a) si osserva come la TAC dell’EVI sia cambiata nel tempo. Un aumento della TAC indica che la foresta impiega più tempo a recuperare da eventi come siccità o incendi. Questo rallentamento nella capacità di recupero suggerisce una diminuzione della resilienza della foresta in determinati periodi;
  • In (b) si osserva come le tendenze della TAC siano distribuite su tutta l’Amazzonia. La linea tratteggiata rappresenta il valore medio della tendenza, permettendo di vedere quali aree stanno sperimentando un rallentamento critico maggiore rispetto alla media. La vasta gamma di valori evidenzia che alcune regioni sono più vulnerabili alle perturbazioni climatiche, mentre altre mantengono una maggiore resilienza;
  • In (c) si può osservare la serie temporale media della TAC dell’EVI dal 2003 al 2017, evidenziando un punto chiave nel 2013. Prima di aprile 2013, la TAC mostrava una tendenza negativa, indicando un aumento del rallentamento critico. Successivamente, da aprile 2013 a luglio 2017, la tendenza diventa positiva, suggerendo un leggero miglioramento nella capacità di recupero della foresta.

Possiamo quindi osservare diversi risultati:

  • Intensità delle Siccità: L’intensità delle siccità estreme ha un impatto maggiore sulla TAC rispetto alla durata. Eventi di siccità più intensi portano a un recupero più lento della vegetazione, probabilmente a causa del fallimento idraulico degli alberi, che si verifica quando la perdita d’acqua supera l’assorbimento, causando l’embolisazione dei vasi xilemici e la riduzione della capacità di trasporto dell’acqua negli alberi.
  • Variabilità Precipitativa: Le aree con alta variabilità interannuale delle precipitazioni mostrano una maggiore instabilità, rendendo la foresta più vulnerabile ai cambiamenti climatici. Questo significa che in regioni dove le precipitazioni sono più imprevedibili, la foresta è già meno resiliente e necessita di meno eventi di siccità per manifestare un rallentamento critico.
  • Differenze Regionali: Nell’Amazzonia nord-occidentale, il rallentamento critico è principalmente attribuito alla frequenza delle siccità. Nelle regioni sud-orientali ed orientali, invece, sia l’intensità che la durata delle siccità contribuiscono al rallentamento. Questo varia in base alla composizione delle specie arboree e alla loro adattabilità alle condizioni di siccità.
Mappa con differenti zone in funzione del loro recupero critico
Mappa con differenti zone in funzione del loro recupero critico

Questa figura ci fa vedere quali aspetti delle siccità stanno influenzando il rallentamento della foresta amazzonica in diverse aree, suddivise in sottoregioni basate sul tipo di piante legnose presenti. La figura tiene anche conto della stagionalità delle piogge in tutta l’Amazzonia.

  • In (a) abbiamo le diverse sottoregioni della foresta, evidenziate con contorni colorati, che mostrano quale fattore legato alla siccità (frequenza, intensità, durata) sta contribuendo in modo significativo al rallentamento della foresta in quella specifica area. Se una sottoregione ha un contorno colorato, significa che quel particolare aspetto della siccità è un importante driver del rallentamento in quella zona. Ad esempio, una regione potrebbe essere influenzata principalmente dalla frequenza delle siccità, mentre un’altra potrebbe essere colpita dall’intensità o dalla durata degli eventi secchi;
  • In (b) possiamo osservare e diverse sottoregioni di piante legnose all’interno dell’Amazzonia. Questo aiuta a capire come la composizione delle specie vegetali in ciascuna sottoregione possa influenzare la loro risposta alle siccità.

Questi risultati sottolineano l’importanza di monitorare e mitigare gli effetti delle siccità sull’Amazzonia. Con l’aumento previsto della frequenza e dell’intensità delle siccità a causa dei cambiamenti climatici, è cruciale implementare strategie di conservazione mirate. Proteggere le foreste mature e ridurre ulteriori emissioni di gas serra sono passi fondamentali per preservare questo ecosistema vitale.

Inoltre, è essenziale riconoscere il ruolo delle comunità indigene e delle popolazioni tradizionali nella conservazione della foresta. Questi gruppi hanno una conoscenza approfondita dell’ambiente e sono fondamentali nel preservare la biodiversità e la resilienza dell’Amazzonia. Il coinvolgimento delle comunità locali è cruciale per sviluppare e implementare strategie di conservazione efficaci e sostenibili.

Limitazioni dello studio

Lo studio evidenzia alcune limitazioni metodologiche. Utilizzando la TAC derivata dalle serie temporali dell’EVI, gli autori assumono che una diminuzione della verdezza della vegetazione non collegata alla stagionalità indichi una diminuzione della vitalità della foresta. Tuttavia, alcune specie di alberi tropicali potrebbero rispondere ai cambiamenti nei regimi di precipitazione spostando il loro investimento dalla crescita del fusto alla crescita delle radici senza una diminuzione della produttività totale.

Inoltre, la TAC è un indicatore e non una misurazione diretta della stabilità. L’assunzione di una relazione lineare tra TAC e stabilità potrebbe non valere in un sistema multidimensionale come l’Amazzonia, fornendo quindi un quadro incompleto delle dinamiche dell’ecosistema. Nonostante ciò, il rallentamento osservato dell’EVI indica chiaramente cambiamenti nel funzionamento dell’ecosistema.

Prospettive future

Il prossimo passo nella ricerca sarà utilizzare strumenti avanzati per capire meglio come le siccità estreme stanno influenzando il rallentamento della foresta amazzonica. Questo aiuterà a scoprire perché la foresta sta diventando meno resistente e a creare strategie di conservazione più efficaci. Gli autori prevedono che, con l’aumento dell’intensità e della durata delle siccità, sempre più aree della foresta amazzonica potrebbero subire questo rallentamento critico, soprattutto nelle regioni nord-orientali e sud-orientali che hanno stagioni più marcate.

Questo potrebbe creare un effetto domino nel ciclo delle piogge, causando ulteriori rallentamenti in altre parti della foresta e influenzando gli ecosistemi in tutto il mondo. Per evitare un collasso ecologico su larga scala, è fondamentale investire nella ricerca per comprendere meglio questi processi, promuovere la cooperazione tra i paesi per proteggere la foresta e aumentare la consapevolezza pubblica sull’importanza dell’Amazzonia e sugli effetti devastanti delle siccità estreme.

Conclusioni

Lo studio pubblicato su PNAS offre una visione preoccupante, ma necessaria dello stato attuale della foresta amazzonica, evidenziando come il rallentamento critico stia compromettendo la resilienza di questo ecosistema vitale. Affrontare le sfide poste dalle siccità estreme richiede un impegno globale per la conservazione e la sostenibilità, garantendo che l’Amazzonia continui a svolgere il suo ruolo cruciale nel mantenimento dell’equilibrio climatico globale. La situazione è urgente: ogni giorno senza interventi adeguati avvicina l’Amazzonia a una soglia critica irreversibile.

È imperativo che la comunità scientifica, i governi, le organizzazioni non governative e i singoli individui collaborino per implementare strategie efficaci di conservazione e mitigazione. Proteggere l’Amazzonia non solo preserva un ecosistema unico, ma salvaguarda anche la salute del nostro pianeta e del clima globale, assicurando un futuro sostenibile e prospero per le generazioni a venire.

Se fossi interessato ad altre news sullo stato di salute della foresta Amazzonica, trovi altri articoli correlati sul sito di ND, a questo link!

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Salvo D'Amico

Assegnista di ricerca in Geofisica presso l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Mi occupo di studiare le interazioni tra la Terra Solida, gli oceani e l'atmosfera del nostro pianeta, utilizzando osservatori sottomarini installati nel Mar Mediterraneo, con un focus sull'analisi del noise di fondo mare e le correlazioni con i cambiamenti climatici. Escursionista per passione, amo organizzare e raccontare i miei viaggi sui social.

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