Le foreste sarde stanno vivendo un periodo difficile, a causa dell’effetto combinato della forte e prolungata siccità e della presenza della Phytophthora o fitoftora, un patogeno che intacca le radici delle piante, ingiallendone le chiome. Colpiti sono soprattutto i lecci e le querce da sughero, ma nemmeno la macchia mediterranea, caratterizzata da una vegetazione più bassa, è stata risparmiata.
Le zone interessate sono la Gallura, il Nuorese, l’Ogliastra, la Baronia e il Sarrabus, che devono fare i conti con due processi diversi: il deperimento, dovuto alla malattia e il disseccamento, attribuito alla mancanza d’acqua. Nonostante la Phytophthora sia un patogeno conosciuto e presente sul territorio sardo da anni, la crisi idrica ha notevolmente aggravato la situazione, rendendo le piante più vulnerabili.
La Regione ha risposto convocando un tavolo tecnico che ha coinvolto l’Università degli studi di Sassari, il Corpo Forestale e le agenzie regionali Agris e Forestas. Per far fronte all’emergenza, sono stati stanziati 1 milione e 150 mila euro destinati ad ampliare le azioni di monitoraggio, con l’obiettivo di definire le zone interessate, ottenere una diagnosi precisa sull’origine dei danni e sullo stato di deperimento delle piante e pianificare interventi che possano arginare la perdita di copertura boschiva.


