Le “ghost nets” (o reti fantasma) sono reti da pesca abbandonate, o perse, in mare. Queste reti non solo contribuiscono all’apporto di inquinanti e microplastiche nell’ambiente marino, ma costituiscono anche una minaccia diretta per la flora e la fauna marina, soffocandola ed intrappolandola.
L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), grazie ai fondi del PNRR ha avviato un progetto che mira a rimuovere le “ghost nets” presso 20 siti delle coste italiane. L’operazione, che fa parte del progetto MER (Marine Ecosystem Restoration), durerà fino al 2026 e coinvolgerà non solo subacquei specializzati, ma anche robot sottomarini che aiuteranno gli operatori nell’identificazione e nella rimozione
delle reti.
La procedura di rimozione dovrà essere fatta cercando di minimizzare il più possibile i danni all’ecosistema. Il progetto, che fa leva su un nome carismatico al fine di attirare l’attenzione su questa problematica, non avrà però solo lo scopo di liberare il mare da questa minaccia sempre più impattante e pericolosa, bensì permetterà anche di poter recuperare ingenti quantità di plastica che verrà successivamente riciclata.


