Un recente studio condotto dai ricercatori dell’Università del Michigan e pubblicato sulla rivista Science Advances “Global expansion of human-wildlife overlap in the 21st century”, ha presentato i dati della potenziale sovrapposizione spaziale tra le popolazioni umane globali e le oltre 22 mila specie di vertebrati terrestri. Secondo le proiezioni presentate, suddetta sovrapposizione aumenterà entro il 2070 sul 56,6% della superficie terrestre e diminuirà solo sul 12%. L’aumento, come asserisce lo studio, è favorito principalmente dall’incremento della densità di popolazione umana, e non dalla variazione della distribuzione della fauna selvatica dovuta ai cambiamenti climatici.
I calcoli dello studio sono stati eseguiti dai ricercatori grazie alla creazione di un indice che mette insieme le stime delle aree spaziali più popolate nel futuro e le distribuzioni spaziali di anfibi, uccelli, rettili terrestri e mammiferi per un totale di oltre 22 mila specie. In particolare, Cina e India sembrano essere due tra le principali aree di sovrapposizione. Anche alcune zone dell’Africa e del Sud America destano particolare preoccupazione. La causa principale si troverebbe nella pressione sempre maggiore che l’abbondante biodiversità di queste zone dovrà affrontare. La sovrapposizione uomo-fauna comporta, tra le altre, diverse conseguenze come la diminuzione di alcune specie. In Africa si stima un calo del 20% di mammiferi e del 26% di uccelli.
Naturalmente, anche oggi assistiamo al fenomeno della sovrapposizione uomo-fauna selvatica, basti pensare che il numero della popolazione umana ha raggiunto gli 8 miliardi di persone distribuite sul 70% della superficie terrestre. Avere però una stima di come tale sovrapposizione può modificarsi nel tempo è utile in particolare ai fini della gestione stessa del fenomeno. La grande eterogeneità spaziale della futura sovrapposizione uomo-fauna selvatica, presentata dall’equipe di ricercatori, evidenzia come sia oggi imperativo coordinare la pianificazione dell’uso del territorio con la gestione sistematica della conservazione.


