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Spesso fraintesi e accusati, bersagli di folklore, leggende metropolitane, mistero e superstizione, finanche – specie negli ultimi anni – imputati della diffusione di un virus pandemico mondiale, i pipistrelli, mammiferi dell’ordine dei chirotteri, sono i volatori che più risentono dell’inquinamento luminoso durante la notte nelle zone urbane e periurbane. Creature del buio, essi sono associati per questo a simbologia esoterica, megerica e collocati in veste di famigli bestiali al fianco della stregoneria.
Queste percezioni negative oltre a diffondere false credenze gettando ombra sull’importanza biologica dei pipistrelli per l’equilibrio degli ecosistemi, hanno il potere di offuscare il dibattito in corso sul tema della minaccia “invisibile” rappresentata dall’illuminazione notturna. Quest’ultima, infatti, interferisce con la capacità dei pipistrelli di cacciare e foraggiare, relazionarsi e accoppiarsi: un ostacolo per la costruzione delle loro complesse società. In questo articolo si vuole mettere “in luce” questo fenomeno, esplorando come l’inquinamento luminoso influenzi negativamente la vita dei pipistrelli e come, invece, danni alle loro popolazioni costituiscano una minaccia per il funzionamento dei sistemi naturali.
Il contributo ecologico dei pipistrelli in funzione dei loro gusti alimentari
Il ruolo ambientale assunto dai pipistrelli, nascosto alla luce del sole, è sorprendente; i chirotteri, sono dei mammiferi estremamente specializzati e, attraverso la loro attività trofica, forniscono servizi ecosistemici non indifferenti che emergono maggiormente solo analizzando la straordinaria diversità delle loro diete in natura. Tra le categorie principali troviamo gli insettivori, i nettarivori e i frugivori sebbene esistano generi che adottano più diete, ed esempi di pipistrelli ematofagi (come, ad esempio, il “Pipistrello Vampiro”, genere Desmodus).
Il foraggiamento dei pipistrelli insettivori contribuisce a ridurre, tra le altre, le popolazioni di insetti nocivi per l’agricoltura e le piante forestali, il verde pubblico urbano e ornamentale e persino gli insetti veicoli di infezione per l’uomo. La loro attività di predazione può contribuire a ridurre l’utilizzo di fitofarmaci e pesticidi . Un singolo pipistrello può mediamente consumare, infatti, da diverse centinaia a più di mille insetti in una sola notte a seconda del contesto biologico e nelle migliori condizioni ambientali possibili.
Le specie di pipistrelli nettarivori si distinguono per la loro dieta basata sul nettare dei fiori, svolgendo un ruolo fondamentale nell’impollinazione di numerose piante. La lunga lingua e la capacità di volare agilmente di fiore in fiore consente loro di raccogliere il nettare e trasportare il polline da una pianta all’altra, facilitando così il processo riproduttivo delle piante fiorite (Angiosperme). Questa simbiosi tra pipistrelli nettarivori e piante fiorite è un importante strumento ai fini della conservazione della biodiversità vegetale e per la sopravvivenza degli ecosistemi.
Inoltre, le specie di pipistrelli nettarivori possono influenzare la distribuzione e, soprattutto, la diversità di essenze e infiorescenze in un dato sito: importante parametro che consente di valutare la resilienza di un ecosistema. Le specie di pipistrelli frugivori adottano una dieta zuccherina a base di frutta matura agendo, di conseguenza, come dispersori di semi delle piante fruttifere. È così possibile colonizzare nuovi habitat e rinnovare il verde pubblico, dal momento che rappresentano dei veri e propri seminatori dotati di ali larghe, scure e telate. Proprio per questo ricoprono il ruolo di rigeneratori di foreste.
Dietro le quinte della vita sociale dei pipistrelli: comportamento e Interazioni

La ricerca scientifica sui pipistrelli ci ha permesso, ad oggi, di poter disporre di una già esaustiva letteratura che ci consente di comprendere e apprezzare la straordinaria complessità etologica e comportamentale di questi animali. Con la lente d’ingrandimento rivolta al loro panorama sociale, siamo anche in grado di scoprire strabilianti comportamenti e dinamiche di gruppo complesse ed evolute. I pipistrelli sono animali sociali notturni che si riuniscono in colonie che possono comprendere da alcune dozzine a migliaia di individui, a seconda dell’ambiente in cui essi vivono e della specie.
Il giorno è impegnato dalla fase di riposo per cui si costituiscono le colonie nelle quali i pipistrelli sollazzano entro i loro rifugi localizzati, ad esempio, in grotte e caverne, anfratti e cavità degli alberi, edifici scarsamente popolati o altre strutture artificiali in mancanza di alternative naturali. In queste circostanze gli esemplari sono per lo più inattivi e scarsamente impegnati. Nidi così costituiti ed attentamente selezionati permettono notevole successo riproduttivo purché forniscano protezione dagli elementi naturali e dalle intemperie atmosferiche, un range di temperatura e tasso di umidità relativa costante e, infine, uno spazio sviluppato in altezza tale da permettere la caratteristica “trance a testa in giù”.
La comunicazione tra gli esemplari avviene attraverso una grande varietà di segnali acustici distribuiti in vocalizzi ed ultrasuoni emessi per dialogare all’interno della colonia come, ad esempio, per segnalare un allarme o una minaccia, per sollecitare una nuova fonte alimentare o ancora, per eleggere un rifugio a nuova dimora per la colonia. La socialità dei pipistrelli non si riduce a questo, è curioso infatti il comportamento definito di “grooming” che caratterizza spesso anche la fase del riposo durante il giorno. Questo comportamento vede gli individui “prendersi cura” reciprocamente delle setole del mantello, delle fibre delle ali, della pulizia del viso.
Vale la pena sottolineare le cure parentali che in alcune specie di pipistrelli mostrano gli esemplari femmina accudire i cuccioli allattandoli all’interno dei rifugi sviluppando una sorta di “mutua sorellanza” nell’accudimento delle nuove generazioni della colonia. Al calare della notte l’attività delle popolazioni di pipistrelli raggiunge il pieno ritmo preparandosi alle ore notturne: momento in cui le comunità abbandonano i rifugi giornalieri per intraprendere le attività di caccia e alimentazione all’esterno di essi.
Questo è il momento in cui i pipistrelli mostrano la massima attività giornaliera, utilizzando la loro sofisticata capacità di ecolocalizzazione per individuare le prede e muoversi nell’oscurità. Durante le ore notturne, è possibile che diverse comunità di pipistrelli, provenienti da rifugi diversi o afferenti a specie differenti, si ritrovino a socializzare e a condividere territori comuni di caccia.
In questo modo, si formano veri e propri gruppi di predazione che cooperano nella ricerca e nell’individuazione delle prede, aumentando così le probabilità di successo nella caccia e la capacità complessiva di sopravvivenza delle colonie.Il buio rappresenta dunque il momento cruciale per i pipistrelli, durante il quale mettono in pratica le loro abilità di navigazione, caccia e comunicazione per sopravvivere e prosperare nel loro ambiente naturale e, proprio per questo, è il momento in cui appaiono più vulnerabili.
I pipistrelli navigano nel buio: come è possibile?
I pipistrelli debbono la loro “vista” all’esclusivo sistema di comunicazione e navigazione definito “ecolocalizzazione”. Questo sistema complesso permette loro di orientarsi, dialogare tra individui, individuare fonti di cibo e acqua ed evitare collisioni con ostacoli, sia fissi che mobili (ad esempio automobili in marcia). Il funzionamento di questo sistema è estremamente sofisticato, in quanto gli ultrasuoni emessi dai pipistrelli sono onde sonore ad altissima frequenza e, proprio per questo, impossibili da percepire dall’orecchio umano. I suoni vengono emessi attraverso la bocca o il naso del pipistrello grazie ad organi di senso specializzati localizzati nelle corde vocali e nelle strutture nasali; da qui si propagano nell’ambiente tutto intorno.
Nel caso in cui tali onde sonore colpiscano un oggetto vengono parzialmente riflesse e ritornano sotto forma di eco, proprio come la ricezione di segnale che avviene tra un emettitore e un ricevitore, da qui i segnali vengono analizzati e le informazioni trasmesse al cervello. Quest’ultimo, servendosi di un sistema nervoso altamente specializzato, le traduce tramutando le onde sonore in stimoli dinamici. I pipistrelli possono comprendere una vasta gamma di informazioni attraverso questo sistema. Possono determinare la distanza degli oggetti in base al tempo impiegato dagli ultrasuoni a tornare indietro, nonché la direzione e la velocità del movimento degli oggetti.
Inoltre, alcuni pipistrelli possono anche distinguere le caratteristiche degli oggetti, come la forma, la dimensione e la composizione, utilizzando le variazioni negli echi di ritorno. Per questo l’ecolocalizzazione è fondamentale per la caccia dei pipistrelli e una vera e propria condizione esistenziale per le specie insettivore: in quanto predatori degli insetti che volano nella notte. L’ecolocalizzazione è un sistema talmente efficiente che i chirotteri sono, per questo, oggetto di vari studi al fine di comprendere tali meccanismi acustici e sonori e porli al servizio dell’evoluzione del settore dell’ingegneria acustica e della produzione di sensori.
È opportuno specificare che l’ecolocalizzazione dei pipistrelli è anche specie-specifica: alcune specie, infatti si sono adattate alla ricezione sonora di determinate bande di frequenza proprio perché abituati a riconoscerne gli stimoli propri della nicchia ecologica di riferimento. Alcune specie emettono regolarmente ultrasuoni ad alta frequenza che si rivelano più funzionali all’individuazione di piccoli insetti. Altre dispongono di ultrasuoni a bassa frequenza, efficaci in spazi aperti e adatti, per questo motivo, a prede di taglia più grande.
In che modo l’Illuminazione Notturna minaccia le popolazioni di pipistrelli?

Compreso l’eccezionale funzionamento dell’ecolocalizzazione dei pipistrelli, potrebbe apparire fuorviante sostenere che l’illuminazione notturna vada a disturbare questo processo che coinvolge, come detto, la ricezione e l’emissione di onde sonore. Tuttavia, la realtà fisica delle cose è diversa e l’illuminazione notturna può effettivamente influenzare le comunicazioni a ultrasuoni dei pipistrelli attraverso vari meccanismi. Il mascheramento acustico è uno di questi.
Fisicamente, infatti, l’illuminazione notturna emette dei rumori di fondo capaci di mascherare i segnali a ultrasuoni emessi dai pipistrelli. Anche se i suoni emessi sono al di sopra della nostra gamma udibile, quindi impercettibili, i rumori di bassa frequenza generati dall’illuminazione possono, viceversa, interferire con la trascrizione e la ricezione dei segnali a ultrasuoni. Inoltre, l’illuminazione notturna può generare vibrazioni nell’aria che interferiscono con la propagazione delle onde sonore ad ultrasuoni. Queste vibrazioni possono alterare la direzione o la velocità delle onde sonore, riducendo così la loro efficacia nella comunicazione, nella navigazione o, addirittura, restituire informazioni erronee e imprecise ai pipistrelli.
Conclusioni
L’illuminazione notturna rappresenta, perciò, una minaccia significativa per le popolazioni di pipistrelli, in quanto interferisce sensibilmente con la loro capacità di comunicare, navigare e cacciare utilizzando il sistema di ecolocalizzazione, sovrapponendosi nella frequenza emessa in ultrasuoni. La ricerca tecnico-scientifica continua a investire preziose risorse per lo studio di questi strabilianti mammiferi. Le soluzioni al vaglio della comunità di studiosi potrebbero, nei prossimi anni, presentare innovative soluzioni che, attualmente, non sembrano prescindere da una temporizzazione e definizione di intervalli del servizio d’illuminazione pubblica o l’adozione di spettri di luce differente da quella cui siamo abituati.
Se trascurata, la diminuzione delle comunità di chirotteri potrebbe portare seri danni all’equilibrio degli ecosistemi e dell’ambiente naturale date le numerose funzioni biologiche compiute da questi organismi viventi. È quindi di notevole importanza demolire ogni pregiudizio negativo e maligno che circonda queste creature e investire sulle attività di sensibilizzazione della comunità sociale e dell’opinione pubblica mentre, nel frattempo, si vanno implementando innovative misure di gestione della luce delle nostre strade.


