Così è emendato e deciso: il Consiglio Comunale dell’Aia, con delibera del 12 settembre, ha accolto le modifiche richieste al ‘Reclame op straat’, ratificando la Nota Quadro ‘Pubblicità in strada’ valida a l’Aia per il periodo 2024-2029. Dopo una serie di emendamenti e mozioni, il dibattito è ancora acceso su altre tematiche come, ad esempio, il gioco d’azzardo e la possibilità di affiggere messaggi o annunci sull’arredo urbano. Tuttavia, la decisione di escludere la promozione pubblicitaria dei combustibili fossili dalle prossime gare d’appalto è netta e incontrovertibile
Questo divieto rappresenta una svolta significativa nella lotta locale contro il cambiamento climatico, sostenuto fortemente dal Partito degli Animali, che nel marzo 2023 aveva presentato l’iniziativa “Non ostacolare il clima”, chiedendo una regolamentazione più severa per l’uso degli spazi pubblici a fini pubblicitari. La voce ecologista e fiduciosa per gli obiettivi 2030, sostenuta dai Consiglieri Comunali di GroenLinks, suggerisce preventivamente un riesame completo del “parco macchine” della pubblicità, al fine di eliminare ogni spreco energetico.
L’Aia non è l’unica città a compiere questo passo nel mondo e la ragione di questa tendenza è presto detta: ridurre la pubblicità per limitare le emissioni che essa stessa genera e limitare quella esistente, soprattutto se vetrina di contenuti dannosi, come quella dei combustibili fossili. La pubblicità esterna fa parte del paesaggio urbano e può influenzare significativamente l’immagine della città e la percezione dei suoi abitanti. È quindi cruciale servirsi di essa solo entro certi limiti e per promuovere una transizione verso scelte più sostenibili.


