“The Missing Link” è un progetto documentaristico a lungo termine, che esplora il rapporto tra uomo ed animali selvatici, un viaggio alla ricerca dell’anello mancante: il legame evolutivo che unisce noi umani al resto degli animali, un legame dimenticato, interrotto e rimpiazzato da confini sempre più netti. Nel 2016 abbiamo iniziato a cercare questo legame prima che l’estinzione potesse cancellare ciò che di selvatico è rimasto.
Abbiamo trascorso innumerevoli ore di volontariato sul campo al fianco di ricercatori ed indigeni nelle zone di confine tra riserve naturali e aree fortemente antropizzate, dove “civiltà” umana e natura “selvaggia” si incontrano e si scontrano, per comprendere il fenomeno della sesta estinzione di massa da vicino, ed imparare diversi metodi di conservazione e coesistenza. L’anello si è dimostrato essere “mancante”, un’eco lontana, una memoria sbiadita.
In un’epoca famelica di ordine e controllo, che non lascia spazio al selvatico, la convivenza genera conflitti, il mutualismo diventa domesticazione e mercificazione, e l’estinzione si traduce in “esaurimento scorte”, la domanda che supera l‘offerta. Anche gli sforzi di conservazione hanno i loro effetti collaterali, aggravando il peso di certi confini sull’evoluzione stessa.
Un racconto che non mostra buoni e cattivi, bianco o nero, ma un’ area grigia in cui è difficile individuare il confine tra giusto e sbagliato, una linea sottile tracciata sulla sabbia, come quella tra la nostra libertà e quella del resto degli esseri viventi.
Lo scopo del progetto è semplice: provare a ricucire il nostro legame col mondo selvatico sostenendo e finanziando la conservazione attraverso il volontariato ed educando alla coesistenza attraverso la divulgazione. Abbiamo la grande ambizione di creare una grande raccolta visiva di testimonianze da tutto il mondo, che metta a confronto approcci alla conservazione diversi. Un’enciclopedia della coesistenza, capace di tracciare una linea di continuità tra culture, ecosistemi e specie diverse, con il preciso scopo di superare il concetto di confine e dare una visione d’insieme sui possibili percorsi di riconnessione con il mondo naturale per un futuro più sostenibile.











