Il linguaggio delle megattere decifrato dagli scienziati.

Gli scienziati hanno recentemente decifrato i richiami delle megattere, stabilendo che utilizzano un vero e proprio linguaggio per comunicare.
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Quanti di noi hanno mai immaginato di poter conversare con un animale, sia domestico che selvatico? La comunicazione interspecie è un tema che affascina anche gli scienziati, che hanno cercato con diversi studi di comprendere il linguaggio degli animali, tentando di decifrarne i suoni o il movimento del corpo.

Anche se il sogno di dialogare con gli animali è ancora lontano, un gruppo di scienziati del SETI Institute, dell’Università della California e dell’Alaska Whale Foundation, impegnati nello studio del linguaggio delle megattere, ha compiuto un fondamentale passo in questa direzione, ottenendo una prima rudimentale “conversazione” con una megattera di nome Twain.

La megattera, un gigante degli oceani

La megattera (Megaptera novaeangliae), è un cetaceo che prende il nome dalle grandi dimensioni delle sue pinne pettorali, che possono raggiungere anche un terzo della lunghezza totale dell’animale; in greco, il termine “megattera” significa “grande ala”. Appartenente alla famiglia delle Balenopteridae, la lunghezza del suo corpo, che varia tra maschi e femmine, è in media di 15,6 metri. Dal peso di circa 34 tonnellate, vive in quasi tutti gli oceani e i mari del mondo ed è in grado di compiere migrazioni anche di 16000 chilometri dalle zone polari, a quelle tropicali e subtropicali, dove si riproduce.

Fino agli anni ’80 la megattera era considerata una specie a rischio di estinzione, ma da allora, grazie anche al divieto di caccia, la situazione è migliorata e la sua popolazione è in crescita. Attualmente l’IUCN la considera a basso rischio di estinzione, anche se alcune sue sottopopolazioni sono ancora in pericolo.

Le megattere sono animali molto intelligenti. È noto infatti che questi cetacei hanno sistemi sociali complessi e sono in grado di creare strategie di caccia, formando reti di bolle per catturare i krill e i piccoli pesci di cui si nutrono. Sono inoltre grandi acrobati: la megattera è famosa per i suoi spettacolari salti al di fuori della superficie dell’acqua. Questo fenomeno, chiamato in inglese breaching, può prevedere anche capriole o avvitamenti prima del rientro in acqua. Non è del tutto chiaro quale sia il significato di questa danza, potrebbe essere una dimostrazione di forza, un modo per liberarsi dei parassiti o un comportamento legato al corteggiamento. Scopo del breaching potrebbe anche essere il puro e semplice divertimento.

Esemplare di megattera (Megaptera novaeangliae).
Esemplare di megattera (Megaptera novaeangliae).

Il canto delle megattere

Forse però, l’aspetto più affascinante di questi cetacei è costituito dai loro canti armonici e melodiosi, che le megattere utilizzano per comunicare tra di loro. I richiami possono variare da individuo a individuo e in base alle diverse esigenze comunicative; possono servire a informare sulla localizzazione di fonti di cibo o sulle rotte migratorie. Uno degli aspetti più incredibili di questi canti è che possono essere imparati, trasmessi, adattati e copiati anche da popolazioni diverse e distanti tra di loro, come ha dimostrato uno studio effettuato da ricercatori della University of Queensland, che hanno studiato per sei anni i canti delle megattere dell’Australia orientale e della Nuova Caledonia, scoprendo una fitta rete di trasmissione di canti che può essere considerata un vero e proprio scambio culturale.

Le megattere sono in grado di cantare fino a dieci ore di fila e a grandissime profondità. Non è un caso che i canti delle megattere siano considerati dai biologi marini tra le forme più complesse di comunicazione del regno animale. Possono essere divisi in elementi minimi, le unità, che unite generano frasi, le quali a loro volta vengono ripetute formando temi.

Gli ammalianti canti delle balene hanno da sempre esercitato un particolare fascino sull’uomo, al punto da aver ispirato, nel 1970, un album dal titolo Song of the Humpback Whale, prodotto dal biologo e ambientalista Roger Payne, raccolta dei vocalizzi di queste meravigliose creature. Il disco fu un inaspettato successo e contribuì a galvanizzare i movimenti ambientalisti che si proponevano di vietare la caccia commerciale alle balene.

A causa della particolare struttura anatomica che le balene possiedono per effettuare questi vocalizzi, i segnali che emettono sono a bassa frequenza (al massimo 300 Hz). Purtroppo, questa frequenza si colloca all’interno del range del rumore prodotto da pescherecci e dalle navi da trasporto (30-300 Hz). Ciò può essere problematico perché l’attività umana potrebbe coprire o disturbare il suono prodotto dalle balene.

Conversando con Twain

Un team di scienziati si è riproposto di studiare le modalità di comunicazione delle megattere ed è riuscito a ottenere un inusuale scambio acustico con una megattera di nome Twain. All’esperimento hanno collaborato l’Animal Behavior Graduate Group dell’Università della California, il Grooved Whale Project di Vancouver (Canada), l’Alaska Whale Foundation, il Jodi Frediani Photography e il SETI Institute di Mountain View. La descrizione di questo raro scambio, avvenuto nell’estate del 2021 in Alaska, è stata pubblicata nel 2023 sulla rivista PeerJ.

Due megattere (Megaptera novaeangliae).
Due megattere (Megaptera novaeangliae).

Il processo che ha portato all’interazione con Twain può essere diviso in due fasi: un primo step ha riguardato l’ascolto e la registrazione dei versi emessi dalle megattere, con l’obiettivo di carpirne il significato. Il secondo passaggio ha comportato la riproduzione dei suoni registrati in quell’area, al largo delle coste dell’Alaska, per avvicinare i cetacei e poterne studiare il comportamento. Nello specifico, sono state utilizzate le cosiddette contact call (chiamate di contatto), cioè quei tipi di richiami che le megattere utilizzano a distanza ravvicinata, che corrispondono al nostro saluto umano e vengono utilizzati per riconoscere i singoli individui.

Gli scienziati hanno inviato un segnale di contatto attraverso un altoparlante subacqueo. A questo punto la megattera avrebbe risposto avvicinandosi alla barca, completando tre giri intorno ad essa, immergendosi e riemergendo; avrebbe poi risposto al richiamo. A questo primo approccio gli scienziati hanno risposto ripetendo il segnale di saluto, a diversi intervalli, per un totale di 36 volte. Dal momento che la balena ha sempre risposto rispettando le pause di durata variabile imposte dagli scienziati, si pensa che l’esemplare stesse effettivamente ascoltando e rispondendo in modo consapevole a quei richiami.

La megattera è stata successivamente identificata e si è scoperto che si trattava di Twain, una femmina di più di 38 anni, avvistata per la prima volta nel 1984 . Non è però chiaro per quale ragione questo esemplare abbia deciso di interagire con i ricercatori.

Lo scambio, durato complessivamente 20 minuti, è la prima conversazione tra esseri umani e megattere, come sostiene la professoressa Brenda McCowan, a capo dello studio: «crediamo che questo sia il primo scambio comunicativo di questo tipo tra esseri umani e megattere nella “lingua” delle megattere».

Conclusione

Naturalmente, gli studi scientifici sull’intercomunicazione con intelligenze non umane sono solo ai primi stadi. Per una conversazione di tipo più strutturato, che non si limiti semplicemente a ripetere più volte un segnale di saluto, la strada è ancora molto lunga, ma la megattera Twain si è resa protagonista di un primo importante passo verso una più ampia comprensione del linguaggio delle balene. Inoltre, ci ha ricordato la bellezza del mare e delle creature che lo abitano.

Alessandra Vitali

Laureata in Editoria, culture della comunicazione e della moda. Ho una passione per la lettura, la scrittura e il mondo della comunicazione. Amo l'arte e nel tempo libero mi piace dedicarmi al disegno. Ho un interesse per i temi riguardanti la sostenibilità sociale e ambientale.

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