C’è un tesoro nascosto tra Petralia Sottana e Castelbuono, nel cuore delle Madonie: il bosco di agrifogli monumentali di Piano Pomo. Essi sono al centro del progetto finanziato dall’Ente Parco delle Madonie, che mira a raccogliere dati sull’età delle piante e valutarne il complessivo stato di salute. La ricerca è condotta dalle Università di Palermo e della Tuscia, sotto la guida dei docenti Rosario Schicchi e Gianluca Piovesan.
Il bosco di agrifogli monumentali di Piano Pomo nelle Madonie costituisce i resti di un paesaggio fossile risalente al Terziario, prima delle glaciazioni del Pleistocene che ridussero drasticamente l’areale dell’agrifoglio in tutta Europa. Oggi, questi esemplari costituiscono un’unicità nel paesaggio della Sicilia con 317 piante distribuite in 5 nuclei principali con gli esemplari più grandi che superano i 20 metri di altezza. L’ubicazione privilegiata, racchiusa tra due versanti, conferisce a questo bosco l’aspetto di un gioiello incastonato nel cuore delle montagne siciliane: un luogo dove il tempo sembra essersi fermato.
L’età degli esemplari sarà determinata attraverso la tecnica della datazione al radiocarbonio applicata a piccolissime porzioni di legno prelevate dai tronchi. Il team di ricerca presenterà i risultati conseguiti durante un convegno internazionale con un occhio di riguardo all’output più virtuoso: un rapporto sulla gestione futura. Nonostante il suo valore il bosco deve affrontare sfide significative come i danni cagionati dagli ungulati selvatici alle radici e al sottobosco e i cambiamenti climatici. Assicurare la sopravvivenza di questo patrimonio naturale significa mantenere viva la memoria di un paesaggio senza pari.


