Sua Maestà la Giraffa, celebrata nella giornata mondiale.

Nella giornata mondiale della Giraffa, impariamo a conoscerla per comprenderne i segreti e contribuire alla sua conservazione.
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Oggi ricorre una giornata significativa: il 21 giugno è riconosciuto come il Giraffe World Day. Andremo alla scoperta di uno degli animali più emblematici e ammirati da grandi e piccini: la giraffa. Dietro la sua maestosa apparenza si cela una realtà allarmante. Mentre l’attenzione globale si concentra spesso sull’estinzione di grandi animali africani, come elefanti e rinoceronti, raramente si discute del grave pericolo che minaccia la giraffa, il cui tasso di estinzione supera quello degli animali sopraccitati. Questa giornata rappresenta quindi un’opportunità fondamentale per esplorare le savane africane e comprendere al meglio la vita di questi animali straordinari.

Menù sulla sua biologia

In questo articolo, oltre a scoprire i loro segreti, analizzeremo le cause della loro scomparsa e metteremo in luce il lavoro instancabile di coloro che dedicano la loro vita alla salvaguardia delle giraffe.

Ritratto di giraffa masai (Giraffa camelopardalis tippelskirchi). Foto © Andrea Boccini
Ritratto di giraffa masai (Giraffa camelopardalis tippelskirchi). Foto © Andrea Boccini

Antipasto: La Tassonomia

Il nome scientifico della giraffa è Giraffa camelopardalis. La denominazione si compone di due parole: “Giraffa” identifica il genere e “camelopardalis” la specie. Una curiosità interessante è che il termine “camelopardalis” deriva dalla combinazione di due animali, il cammello e il leopardo.
Secondo la storia, i primi esploratori che avvistarono la giraffa pensarono che fosse un incrocio tra questi due animali. Attualmente, i tassonomisti hanno individuato quattro specie e sette sottospecie di giraffa, ma le ricerche in questo campo sono ancora in corso e la loro classificazione potrebbe subire ulteriori modifiche.

Ecco a voi le specie e sottospecie di Giraffa esistenti:

Giraffa tippelskirchi

  • Giraffa t. thornicrofti
  • Giraffa t. tippelskirchi

Giraffa camelopardalis

  • Giraffa c. antiquorum
  • Giraffa c. camelopardalis
  • Giraffa c. peralta

Giraffa reticulata

  • Giraffa giraffa
  • Giraffa g. angolensis
  • Giraffa g. giraffa

Alcune caratteristiche che ci permettono di distinguere a occhio nudo le diverse specie e sottospecie sono i motivi e le gradazioni di colore del manto, nonché l’areale di distribuzione.

Prima portata: Morfologia

Tutti abbiamo impresso nella mente la regalità di questo splendido animale, con le sue forme eleganti, i colori distintivi e le particolarità uniche. Immaginate un tramonto sulla savana africana, dove i toni arancioni, marroni e gialli si fondono tra loro creando un’armonia perfetta. Su questo sfondo, si stagliano le forme allungate delle giraffe che scrutano il territorio dall’alto. Nonostante le sue eleganti movenze, le giraffe possono raggiungere un peso ragguardevole. Parliamo di circa 1 tonnellata di peso per i maschi, e di 800 kg per le femmine.

Una particolarità affascinante sono le piccole corna, situate sulla testa, che prendono il nome di “Ossiconi”. Questi, vengono utilizzati soprattutto dai maschi durante il periodo dei corteggiamenti nelle lotte per conquistare le femmine. Il manto della giraffa è unico. Il disegno del suo mantello non è casuale, ma identifica ogni esemplare, proprio come le nostre impronte digitali. Ogni giraffa ha un disegno del mantello diverso, cosa che permette di riconoscerle e distinguerle una dall’altra.

Inoltre, il manto cambia colore in base all’età dell’esemplare: al contrario di noi umani, il colore del loro mantello si scurisce con l’età, permettendone la stima. La giraffa detiene diversi Guinness World Records nel regno animale. Il primo, e facilmente immaginabile, è quello di animale più alto del mondo: i maschi possono superare i 5 metri di altezza, mentre le femmine si stabilizzano tra i 4 e i 4,5 metri. Inoltre, la giraffa detiene anche il record per il cuore più grande tra gli animali terrestri, arrivando a pesare fino a 11 kg.

La vita media di una giraffa è di circa 10-15 anni in natura, mentre in un ambiente controllato può raggiungere i 20-25 anni. Questa differenza significativa è dovuta a vari fattori che distinguono la vita selvatica da quella in ambiente controllato, come la presenza di predatori, la difficoltà nel trovare cibo e la diffusione di malattie. Questi fattori possono essere influenzati anche dall’azione dell’uomo, contribuendo alle minacce di estinzione che questo splendido animale deve affrontare. Parleremo più avanti delle cause dell’estinzione e approfondiremo i dettagli in un prossimo articolo. Per il momento, gustiamoci il nostro menù.

Seconda portata: L’Alimentazione

La Giraffa è un erbivoro evoluto che si nutre, principalmente, delle fronde alte degli alberi. Fra questi troviamo l’acacia africana (Vachellia tortilis) che ha sviluppato due efficaci tecniche di difesa contro gli erbivori che se ne nutrono. La prima consiste nelle enormi spine che ricoprono la corteccia dei rami. Tuttavia, la Giraffa ha imparato a difendersi grazie alla sua particolare lingua: lunga per afferrare i rami e spessa per proteggersi dalle punture delle spine.

La seconda tecnica di difesa dell’acacia è più articolata: quando una pianta comincia a essere brucata, inizia a produrre una sostanza chimica, chiamata Jasmonato di metile, che stimola le foglie a riempirsi di tannini responsabili di renderle amare per gli animali, inoltre questa sostanza si volatizza nell’aria, avvisando del pericolo le altre piante di acacia presenti nella zona.

Questo comporta uno spostamento costante delle giraffe alla ricerca di nuove piante da mangiare, un fattore correlato alla loro crescente minaccia di estinzione, di cui parleremo presto.

Il dolce: Etologia

Le Giraffe vivono in strutture sociali ben definite. Le femmine possono formare gruppi che includono anche 20-25 esemplari, comprendenti sia femmine adulte che subadulti di entrambi i sessi, ovvero individui che devono ancora raggiungere la maturità sessuale. In questi gruppi, le femmine adottano un comportamento particolare: creano un asilo per i cuccioli, dove alcune si prendono cura di tutti i giovani mentre le altre si dedicano all’alimentazione o alla sorveglianza del territorio, alternandosi nei compiti.

Al contrario, i maschi adulti, già maturi sessualmente, sono solitari e nomadi, costantemente alla ricerca di cibo o di femmine in calore. Talvolta, alcuni maschi adulti più giovani possono formare piccoli gruppi composti da 3-5 esemplari.

Perché si stanno estinguendo?

Esemplare di giraffa masai (Giraffa camelopardalis tippelskirchi). Foto © Andrea Boccini.
Esemplare di giraffa masai (Giraffa camelopardalis tippelskirchi). Foto © Andrea Boccini.

Abbiamo parlato della giraffa, delle sue bellezze e curiosità, ma abbiamo anche accennato alla sua fragilità e al rischio di estinzione. Come detto in precedenza, esistono otto sottospecie, sei delle quali rischiano di scomparire . Infatti, la IUCN ha classificato la specie come Vulnerabile nella sua scala di stato in natura.

Tra le sei sottospecie a rischio, due sono in stato critico, due in pericolo e le altre due sono vulnerabili.
Questa situazione è dovuta a varie ragioni, ma soprattutto al rapporto con l’uomo, sia direttamente che indirettamente.

I motivi principali sono:

  • Perdita dell’habitat o frammentazione, causata da deforestazione, uso dei terreni per l’agricoltura o l’allevamento, e antropizzazione del territorio.
  • Guerre tra le popolazioni locali, sia civili sia militari. In questi conflitti, molti animali, tra cui le giraffe, possono essere uccisi.
  • Bracconaggio.
  • Cambiamenti climatici, dovuti all’azione dell’uomo.

Fattori che stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza di questa specie. Tuttavia, non tutto è perduto: anche se non è facile, molti stanno cercando di invertire questa tendenza, lavorando sul campo per difendere e dare una speranza alla giraffa.

Il Giraffe Conservation Foundation

Il Giraffe Conservation Foundation (GCF) opera da anni per garantire un futuro a questa specie, coinvolgendo nella sua missione varie persone e professionisti. Grazie alle donazioni di privati e giardini zoologici di tutto il mondo, ogni giorno il GCF porta avanti la propria missione attraverso azioni complesse, come:

  • Trasferire le varie popolazioni di giraffe per rafforzare quelle già esistenti in una zona o formare nuove popolazioni;
  • Compiere sforzi per aumentare il numero, la distribuzione e l’habitat delle giraffe;
  • Attuare misure anti-bracconaggio in tutto il continente;
  • Promuovere attività di educazione e sensibilizzazione alla conservazione per salvare le giraffe e ridurre al minimo le loro maggiori minacce.

Il GCF attua anche molte altre azioni utili a questo scopo. Nel mio prossimo articolo, parlerò più specificatamente dello stato di conservazione, delle cause di estinzione e di come si opera per evitarla.

Noi, cosa possiamo fare?

Gruppo di Southern Giraffe (Giraffa giraffa). Foto © Andrea Boccini.
Gruppo di Southern Giraffe (Giraffa giraffa). Foto © Andrea Boccini.

Vi ho parlato delle problematiche che le giraffe affrontano nel loro habitat naturale, un mondo lontano da noi e dalla nostra quotidianità, e di come alcune persone si impegnano per portare avanti la propria mission nel salvaguardarle. Ma cosa possiamo fare noi? Per prima cosa è importante prendere consapevolezza di ciò che succede e parlarne per sensibilizzare sempre di più sulla tematica. Tuttavia, possiamo fare ancora di più. Come? Supportando i progetti come il Giraffe Conservation Foundation, così da rafforzarne gli sforzi di conservazione e diventare protagonisti nella salvaguardia della Giraffa.

Conclusione

Abbiamo fatto un giro in Africa alla scoperta di uno degli animali più maestosi che cammina sul pianeta. Abbiamo scoperto la sua fragilità e l’importanza di salvaguardarlo per il futuro. Ci sono persone che ogni giorno si impegnano in questo, e possiamo contribuire anche noi. Per prima cosa, festeggiamo questo giorno, la sua giornata mondiale. Seguitemi nel prossimo articolo per approfondire, nel dettaglio, le sue problematiche e come contribuire alla sua conservazione. Auguro ai nostri lettori e alle nostre lettrici un buon Giraffe Day!

Foto di copertina © Andrea Boccini.

Elia Lunghini

Professionalmente mi dedico alla gestione e al benessere degli animali all'interno delle strutture zoologiche. La mia formazione, acquisita sia in Italia che in Europa, si è concentrata principalmente sul management delle popolazioni animali ex-situ. La conservazione delle specie viventi è diventata la mia mission personale e la collaborazione con ND mi offre l'opportunità di esprimerla. Amo viaggiare cercando di combinare questa passione con la mia professione e, parallelamente, mi diletto nello scrivere sceneggiature cinematografiche.

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